PARIGI La ragazza francese, sieropositiva dalla nascita e in remissione 12 anni dopo l'interruzione della terapia «non è così eccezionale, fa parte di un gruppo speciale, i cosidetti «elite controller», di pazienti con Hiv in cui però l'infezione non riesce a riprendere il suo corso quando viene interrotta la terapia antiretrovirale. Parliamo di decine di casi sparsi in diversi Paesi, circa 25 in Francia. La loro particolarità è che sono delle miniere per studiare e capire come sviluppare nuove armi contro il virus». A spiegarlo è Stefano Vella, direttore del Dipartimento del farmaco dell'Istituto superiore di sanità (Iss). L'esperto, raggiunto telefonicamente, è a Vancouver per la conferenza dell'International Aids Society, dove appunto è stato presentato il caso della bambina francese. «Questi pazienti non sono guariti - precisa Vella - ma il loro organismo, per motivi ancora non chiari, è in grado di controllare l'infezione anche senza un trattamento in corso. Le ipotesi sono che abbiano un virus «fiacco», non particolarmente virulento, o che ci sia stata una particolare evoluzione del sistema immunitario, che è riuscito a difendersi impedendo la replicazione dell'Hiv. L'importanza di questi pazienti da un punto di vista clinico - conclude l'esperto - è che sono una miniera per capire come poter sviluppare un vaccino».
Affetta da Hiv Virus regredisce dopo 12 anni senza terapia
PARIGI La ragazza francese, sieropositiva dalla nascita e in remissione 12 anni dopo l'interruzione della terapia «non è così eccezionale, fa parte di un gruppo speciale, i cosidetti «elite...