Davanti alla residenza estiva del Presidente della Repubblica cento immigrati aveva costruito una casbah. Marocchini, algerini, tunisini avevano occupato 54 appartamenti in via Giuseppe Scuderi, all’Infernetto. Una cinquantina di metri più in là la tenuta di Castel Porziano, l’antica riserva di caccia di Casa Savoia trasferita nel 1948 alla nascente Repubblica e destinata, appunto, agli eventi di rappresentanza. Molti dei presidenti che si sono succeduti al Quirinale in 67 anni, a Castel Porziano ci hanno trascorso anche brevi periodi di vacanza. È qui, a due passi da questa oasi, tra i pini e il silenzio, che un gruppo di immigrati maghrebini si era stabilito in una palazzina in via di ultimazione. Da anni, pare, hanno scoperto i vigili urbani del X Municipio che ieri li hanno sgomberati. Insieme agli africani, con il tempo, erano arrivati pure romeni e bulgari. Fino a costruire una gigantesca favela in precarie condizioni sanitarie. Tutto sotto al naso del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Possibile che nessuno abbia visto nulla finora? Fatto sta che soltanto ieri la polizia municipale ha deciso di ristabilire la legalità. Sessanta gli agenti schierati all’Infernetto per identificare gli stranieri occupanti. Quattro soltanto sono stati trovati senza documenti. Probabilmente la maggioranza dei migranti sono entrati regolarmente, hanno ottenuto il permesso di soggiorno salvo poi finire nel ghetto davanti Castel Porziano a causa dell’inserimento sociale mancato, nonostante le promesse sbandierate dalla Sinistra. Nel X Municipio vivono circa 35mila stranieri. «Regolari», ovviamente. I clandestini non si contano. Quando se ne trovano, vengono rispediti in patria con il foglio di via. A patto di capire quale sia il paese di provenienza e a patto di accertarsi che a casa ci tornino effettivamente. Tendopoli e baraccopoli di stranieri e senzatetto sono stati sgomberati più volte nelle pinete tra Casal Palocco e il mare. E, inspiegabilmente sono sempre rispuntate dopo qualche mese. Ora c’è chi lega lo sgombero della favela dei profughi all’Infernetto all’arrivo al Municipio di Ostia dell’assessore capitolino alla Legalità Giuseppe Sabella, ex magistrato che non si fa certo intimidire da situazioni incacrenite da anni. E chi la mette in relazione all’esasperazione dei residenti, che più volte avevano segnalato la casbah. Ma, dall’altro capo, nelle istituzioni, avevano trovato un «muro di gomma». Adesso abbattuto dall’inchiesta su Mafia Capitale che proprio fino al litorale allungava i tentacoli.
Sgomberati i 54 appartamenti occupati dai clandestini
Davanti alla residenza estiva del Presidente della Repubblica cento immigrati aveva costruito una casbah. Marocchini, algerini, tunisini avevano occupato 54 appartamenti in via Giuseppe Scuderi, all’...
