In una città, Taranto, dove non si sono ancora spente le polemiche (e le tensioni) per l’arrivo dei carabinieri all’altoforno 2 dell’Ilva sotto sequestro senza facoltà d’uso, e dove venerdì scorso 19 lavoratori presenti all’impianto sono stati denunciati per violazione di sigilli, due avvenimenti in programma entrambi oggi, e collegati alla complessa vicenda Ilva, rappresentano, anche dal punto di vista simbolico, la chiusura di un capitolo e l’apertura di una pagina nuova. Il capitolo che si chiude è costituito dalle decisioni del gup Wilma Gilli sulle richieste di rinvio a giudizio formulate dalla Procura per il processo «Ambiente Svenduto». Il principale reato contestato è il disastro ambientale provocato dal siderurgico. La pagina nuova, invece, è data dal tentativo della città di ripartire con l’aiuto del Governo attraverso un tavolo istituzionale dedicato che approderà al contratto istituzionale di sviluppo. Il suo avvio operativo sarà questa mattina a Taranto, quando lo stesso tavolo si riunirà in Prefettura con la Regione, gli enti locali e i ministeri coinvolti, col coordinamento del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti. La legge 20 del 2015 dice dove lo sviluppo di Taranto dovrà essere orientato. I campi d’azione sono le bonifiche, il recupero della città vecchia, il porto, la valorizzazione dell’Arsenale della Marina come museo di archeologia industriale senza però abbandonare la manutenzione delle navi militari.
Oggi si decide sul rinvio a giudizio
In una città, Taranto, dove non si sono ancora spente le polemiche (e le tensioni) per l’arrivo dei carabinieri all’altoforno 2 dell’Ilva sotto sequestro senza facoltà d’uso, e dove venerdì scorso 19...