Gli occhi neri e profondi. Lo sguardo da bambino e la ferocia di un killer. Stringe in mano un pugnale e senza tradire alcuna emozione taglia la testa ad un ufficiale del regime. Nell'ultimo giorno di Ramadan, il mese sacro per i musulmani, gli jihadisti dell'Isis regalano al mondo un nuovo video dell'orrore. Ancora una volta il protagonista è un bambino, di circa 10 anni, che decapita il nemico come hanno fatto i «boia adulti» dello Stato islamico durante un anno di massacri. Una violenza inaudita quella del Califfato, che non mostra pietà nemmeno davanti ai suoi stessi figli. Nelle immagini choc diffuse in Rete, poi, torna come un mantra la promessa di conquistare le città simbolo degli infedeli: Gerusalemme e Roma. La vittima della decapitazione è un uomo che afferma di essere un capitano del regime siriano catturato a ovest di Homs, nei pressi di un checkpoint ad al-Bosayri, dopo il ritiro delle forze armate dalla città di Palmira, conquistata a maggio scorso dall'Isis. Come sempre i filmati divulgati dalla propaganda jihadista sono magistralmente montati e, dopo la confessioni, il prigioniero è ripreso in un altro luogo con alle spalle il giovane boia e un altro miliziano che spiega i progetti e gli obiettivi dello Stato islamico. «Il nostro obiettivo - dice il terrorista - non è Palmira né Homs, né Damasco. Puntiamo a conquistare Bayt al-Maqdis (Gerusalemme) e Roma, a Dio piacendo». Le parole dell'uomo precedono la terribile esecuzione che da lì a poco sarebbe stata compiuta dal bambino. La telecamera inquadra il volto del minore che guarda senza timore la sua vittima. Nelle mani stringe il pugnale che, senza indugio, ad un certo punto infila nella gola dell'ufficiale. Poi, una volta staccata la testa, la depone sul corpo del cadavere. Immagini scioccanti, che arrivano nel giorno in cui Abu Bakr al-Baghdadi avrebbe ufficialmente vietato la divulgazione di simili scene in Rete. Secondo quanto riferito dal quotidiano panaraba «al Quds al Arabi», edito a Londra, con una direttiva il califfo avrebbe imposto ai suoi miliziani di non riprendere più le decapitazioni degli ostaggi per «rispettare i sentimenti dei musulmani e in particolar modo dei bambini». La fonte citata dal quotidiano, però, sostiene che alcuni gruppi affiliati all'Isis avrebbero contestato la direttiva ritenuta filo occidentale. Intanto, i seguaci dell'Isis ieri su Twitter hanno accolto con favore quanto accaduto negli Stati Uniti dove, a seguito di un attacco contro due basi militari a Chattanooga, sono rimasti uccisi quattro marines e lo stesso aggressore. Nel tweet, però, non ci sono rivendicazioni ufficiali. L'autore della strage è Mohammod Youssuf Abdulazeez, un 24enne cittadino Usa, ma originario del Kuwait, che l'anno scorso avrebbe vissuto alcuni mesi in Giordania. L'Fbi al momento non avrebbe riscontrato legami tra il giovane e i movimenti terroristici nazionali. Gli investigatori non escludono comunque che possa trattarsi di un lupo solitario, non inserito nei network jihadisti, e per questo non era sotto la lente d'ingrandimento dell'antiterrorismo. L'Fbi sta esaminando due post pubblicati lunedì scorso su un blog, per appurare se siano stati scritti effettivamente dal giovane. Il 24enne era arrivato in Usa ancora bambino, portato dalla famiglia musulmana e conservatrice, dopo l'inizio della Guerra del Golfo.
L’Isis torna a minacciare la Capitale
Nuovo video dell’orrore con un bambino-boia che decapita un siriano Alle sue spalle un miliziano: «Il nostro obiettivo è conquistare Roma»
