Attualità

Specialisti da 10 e lode in vini, dolci e cucina

I professionisti italiani sono i più richiesti

Non solo chef, operatore di sala, aiuto cuoco, ma anche Skipper chef o «Narratore del Gusto e della Cultura». Le figure professionali dell’enogastronomia si stanno moltiplicando ma non è solo un effetto-Expo. Ad alimentare questa vena d'oro sono il successo dei nostri esperti all’estero e il forte richiamo dell’enogastronomia italiana. Un chiaro segno, fra i tanti, è quanto avviene nella pagina Facebook dell’Unione Regionale Cuochi Liguri, dove giungono offerte di lavoro non solo italiane ma da tutto il mondo, Inghilterra, Svizzera, Messico, Tanzania, Corea del Sud, Cina, tanto per citarne alcuni. Tutti vogliono professionisti italiani, chef, camerieri, sommelier, offrendo spesso alti stipendi. La Federazione Italiana Cuochi coordina molte realtà del settore, anche formatori e istituti professionali, 120 associazioni provinciali, 20 unioni regionali, circa 20.000 associati. Fra le attività dipartimentali, due iniziative: l’Ateneo della Cucina Italiana, sorta di università itinerante per tutta Italia proponendo corsi d’aggiornamento intensivi; il «Compartimento Giovani» per iniziative atte a valorizzare la figura, la formazione, l’aggiornamento e la qualificazione professionale dei giovani. Fra le particolarità, l’Istituto alberghiero e turistico «Aldo Moro» a Santa Cesarea Terme (Lecce): forma una particolare figura, lo Skipper chef. Si impara a diventare chef professionisti per mini crociere o per impiantare un’attività di ristorazione a bordo di una propria imbarcazione. Previsti stage in aziende del ricettivo, a bordo di yacht e di imbarcazioni da diporto. All’Università degli studi di Urbino «Carlo Bo» un Corso di Alta Formazione per «Narratore del Gusto e della Cultura, Selezionatore delle Tipicità italiane, Comunicatore del Benessere» del Dipartimento di Scienze della Terra, della Vita e dell’Ambiente: forma figure definite «a metà strada tra scienziati-divulgatori ed esperti di prodotti agroalimentari ed enogastronomici di alta qualità, del gusto e della comunicazione». La preparazione avviene grazie allo «studio dell’analisi sensoriale, della fisiologia del gusto e dello stretto legame tra produttori, prodotti e territori che li esprimono». Per diventare cuoco professionista e non solo, ecco anche il Centro Europeo di Formazione con un corso e master di specializzazione (Cucina e ortaggi; Primi piatti; Carni e contorni; Pesce e contorni; Pasticceria; Realizzazione di menu) in istituti alberghieri. Tornando a Roma, il «Centro Provinciale di formazione professionale - Castelfusano Alberghiero» che, fra gli altri, ha comparti fondamentali, l’Alberghiero e della Ristorazione, l’Operatore della Ristorazione per la preparazione pasti, l’Aiuto cuoco e l’acquisizione di competenze di American Bar e Flair. Poi il Gambero Rosso (ma non solo a Roma), storica realtà per la formazione di chef, pasticceri, responsabili di sala, manager dell'agroalimentare insieme all’Università Luiss. A seguire, l’«Italian Chef Academy» in via della Camilluccia: ha pure la «Radio Italian Chef Academy» (sul web) tutta dedicata alla cucina. L’Accademia prepara, anche sul fronte delle lingue estere e cooking terminology, circa 600 professionisti l’anno fra chef, pasticceri e addetti di sala.

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