Parcelle in genere esose per prestazioni di livello, non una novità dei tempi moderni, con in aumento patologie e disturbi da stress, tensioni, ansia, panico e via discorrendo. Ma le diverse anime che compongono la professione non sfuggono comunque al ginepraio di rimandi (anche costosi), per molti non rispondenti alle reali esigenze. La questione è quella della formazione professionale continua di psicologi e psicoterapeuti. Andiamo per gradi. Tutti coloro che svolgono attività professionali regolamentate, perché iscritti ad Ordini Professionali (ingegneri, architetti, avvocati, geologi, etc.), hanno, come noto, l’obbligo della «formazione continua permanente» allo scopo di «curare il continuo e costante aggiornamento della propria competenza professionale», sanzionato come illecito disciplinare in caso di inadempienza. Gli operatori sanitari, invece, che direttamente operano nell’ambito della tutela della salute individuale e collettiva, liberi professionisti compresi, sono destinatari del programma di Educazione Continua in Medicina (ECM). Due modelli omologhi in termini di crediti formativi, acquisibili tramite attività di tutoraggio, supervisione, autoformazione, attività all’estero, pubblicazioni per il 50% e, per la restante metà, attraverso la partecipazione a corsi accreditati. Bene, il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi è in attesa da due anni a questa parte che il Ministero della Salute stabilisca se tutti gli psicologi siano obbligati all’ECM o se una parte all’ECM e una alla FCP. I commenti dei diretti interessati in rete registrano elevate contrarietà sull’argomento ECM, un sistema secondo molti tarato in base alle esigenze dei medici e degli strutturati del SSN, ben lontano dalle effettive necessità di buonissima parte della categoria che si muove in regime di libera professione. Ci si appella ad «un metodo più adeguato». In ogni caso, va da sé come tutti siano obbligati alla formazione continua. «Per rafforzare ulteriormente la professione di psicologo è auspicabile che il Ministero della Salute si orienti verso il riconoscimento di tutti gli psicologi quali esercenti una professione sanitaria, nella previsione che la professione possa transitare pienamente sotto la sua vigilanza», puntualizza il CNOP. Tranquillizza il finanziamento della metà dei crediti per mano degli Ordini regionali. Anche se spuntano interrogativi. «Con quali soldi? E gli Ordini avendo il monopolio del 50% dei crediti offriranno con certezza formazione di qualità?», si chiede Federico Conte, consigliere dell’Ordine degli Psicologi del Lazio. Il recente servizio delle Iene in tema formazione sanitaria ha insinuato ancora più dubbi: mostra un corso di formazione ECM pagato dall’Ordine dei Medici di Palermo, stessa città dove si trova l’Ordine degli Psicologi della Sicilia, il cui Presidente lo è anche del Consiglio Nazionale. In attesa di chiarezza, tiene banco il dibattito tra chi negli Ordini regionali ritiene l’adesione di tutta la categoria all’ECM un’opportunità e chi si professa contrario.
Psicologi preparati ad affrontare le ansie attuali
Chiunque svolga attività professionale deve frequentare obbligatoriamente i corsi formativi
