Attualità

Marò, Massimiliano Latorre resta in Italia altri sei mesi

La Corte Suprema indiana ha scelto di prolungare il permesso rilasciato per motivi di salute e ha accettato l'arbitrato internazionale

La vicenda è ancora lontana dalla sua soluzione. Purtroppo. Ma dall'India arriva una buona notizia, almeno per Massimiliano Latorre. Il marò italiano, arrestato nel 2012 insieme al compagno Salvatore Girone con l'accusa di aver ucciso due pescatori indiani, potrà rimanere in Italia per altri 6 mesi. La decisione è stata presa stamattina dalla Corte Suprema indiana che ha scelto di prolungare il permesso per motivi di salute. Latorre era stato trasferito nel nostro Paese nel settembre del 2014 per curarsi dopo essere stato colpito da un'ischemia transitoria. Girone è invece rimasto a New Delhi. I due, quindi, resteranno separati per altri sei mesi. Nel frattempo il governo italiano ha comunque deciso di avviare le procedure per l'arbitrato internazionale e la procura indiana, proprio stamattina, ha accettato il procedimento. Prossima udienza il 26 agosto.      Qualcosa di muove Il sì all'arbitrato, in realtà, era un atto dovuto essendo l'India firmataria della convenzione dell'Onu sul diritto del mare che all'articolo 287 indica i metodi di soluzione delle dispute. Ma il ministero degli Esteri italiano accoglie comunque con soddisfazione la notizia sottolineando che decisione conferma "il consolidamento del percorso arbitrale". "L'Italia - prosegue la nota della Farnesina - si accinge ora ad attivare tutte le misure necessarie per consentire il rientro in Italia anche di Salvatore Girone. E Vania Ardito, moglie del marò ancora detenuto in India, commenta all'Adnkronos: "Siamo sempre in attesa di poterlo rivedere a casa. Rimaniamo sempre fiduciosi in una soluzione positiva che porti al rientro di Salvatore. Per quanto riguarda noi familiari, l'unico pensiero è quello di poterlo riabbracciare presto".     La speranza si riaccende Positivi i commenti di tutte le forze politiche. Per il presidente della commissione Esteri del Senato, Pier Ferdinando Casini, l'arbitrato "può essere la via d'uscita di una situazione imbarazzante che pregiudica i rapporti tra due grandi Paesi come India e Italia". Per il senatore Pd Nicola Latorre, presidente della commissione Difesa a Palazzo Madama, "questo passaggio conferma che non c'è spazio per sciocche strumentalizzazioni e che ora si rende necessaria l'unità del Paese". Elio Vito di Forza Italia, presidente della commissione Difesa della Camera, chiede che "il governo si attivi subito a livello internazionale per ottenere il rientro in Italia anche di Girone". Mentre per l'ex ministro degli Esteri Giulio Terzi, l'arbitrato internazionale può rappresentare "una svolta decisiva" per il caso, "sia pure dopo due anni di accettazione passiva delle pretese indiane e di evidente disinteresse alla sorte dei nostri due militari".

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.