PALERMO Ha perso la mamma nel suo lungo viaggio della speranza verso la terra promessa. Una bimba che stringe tra le braccia un peluche. È una piccina che piange in braccio a un soccorritore, la prima profuga sbarcata ieri mattina nel porto di Palermo dal pattugliatore d'altura Dattilo della Guardia Costiera con i 717 migranti che sono stati salvati nei giorni scorsi nel corso di varie operazioni di soccorso nel Canale di Sicilia. È lei, che ha perso la mamma durante il naufragio al lagaro delle coste libiche, giovedì pomeriggio, il simbolo dell’ennesimo viaggio della speranza. Mentre non si ferma la spolea incessante di barconi che continua a portare ondate di profughi sulle nostro territorio. o A bordo del pattugliatore ci sono anche dodici salme, di cui quattro sono donne, e tra quese c’è anche la madre della bambina, che ha aperto, tenuta in braccio, la lunga fila di immigrati che hanno toccato la terra promessa, grazie all’intervento di soccorso partito quando la centrale operativa della Guardia Costiera ha ricevuto l’allarme. Al porto anche il direttore dell’istituto di Medicina legale del policlinico di Palermo Paolo Procaccianti. La bonaccia è forirera di nuovi arrivi. Altri 224 profughi, infatti, sono sbarcati nel porto di Messina, dopo essere stati soccorsi ieri pomeriggio nel canale di Sicilia dalla nave Monte Cimone della Guardia di finanza. Tra i migranti anche 37 donne e 31 minori.Diversi i nuclei familiari. Tra le prime a scendere dalla nave, una donna incinta. Gli immigrati saranno trasferiti presso i centri di prima accoglienza dell’Annunziata e dell’ex caserma di Bisconte.
Tra i 717 profughi anche una bimba senza più mamma
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