ROMA Il processo per l'omicidio del tifoso del Napoli Ciro Esposito, ucciso negli scontri prima della finale di Coppa Italia il 3 maggio scorso, è iniziato ieri mattina nell’aula bunker di Rebibbia ed è stato rinviato al 7 ottobre prossimo. La Corte, dopo aver sentito le richieste dei legali delle parti, ha accolto le richieste per quanto riguarda le prove ma ha chiesto di tagliare la lista dei testimoni del 50%. Nell'aula, con l'aria irrespirabile per i condizionatori in tilt, presenti Daniele De Santis, in barella (anche lui rimase ferito), imputato di omicidio volontario, lesioni e porto abusivo d'arma, e Antonella Leardi, madre del tifoso del Napoli morto dopo 54 giorni di agonia il 25 giugno del 2014. «Sono più determinata, meno spaventata - ha detto la mamma di Ciro - Per me l'impatto con la persona che ha ucciso mio figlio era forte, adesso cercherò di guardarlo con altri occhi. In quello che è accaduto io non vedo nulla che non sia criminalità: persone che scendono con caschi, pistole, pugnali e prendono di mira un autobus, persone che non sono della tifoseria, che cosa sono se non criminali? Come li chiamate voi?». Il Comune di Napoli ammesso come parte civile.
Ultrà ucciso Iniziato il processo
ROMA Il processo per l'omicidio del tifoso del Napoli Ciro Esposito, ucciso negli scontri prima della finale di Coppa Italia il 3 maggio scorso, è iniziato ieri mattina nell’aula bunker di Rebibbia...
