Attualità

L’ira dei residenti per l’hotel-ghetto

Protesta contro l'ennesimo trasferimento nella Capitale calato dall'alto

«Intere aree della città con forti problemi di urbanizzazione o comunque di controllo vengono trasformate improvvisamente in ghetti di profughi che, come pacchi postali, vengono catapultati nel territorio romano». Ancora: «Si impone in modo forzato un’accoglienza che purtroppo la città non è in questo momento in grado di sopportare, ma che, come noto, è un vero e proprio business per pochi». Dopo l’articolo de Il Tempo sul nuovo centro di accoglienza in via Flaminia, anche i vertici di Fratelli D’Italia-Alleanza Nazionale vogliono vederci chiaro. Penna in mano, il responsabile Enti Locali di Roma Federico Rocca, quello del Dipartimento immigrazione Giorgio Mori e Giuseppe Calendino, Capogruppo del XV municipio, denunciano quanto sta accadendo intorno all’ex albergo Hotel Point, la struttura gestita dalla Croce Rossa che adesso ospita una cinquantina di migranti. «Una beffa per i residenti del XV municipio - si legge nel comunicato - che ancora una volta vedono calate decisioni dall'alto senza alcuna concertazione». I politici rimangono sbalorditi anche perché lo scorso 2 luglio, il Presidente del XV Municipio e il vicesindaco Luigi Nieri avevano «sbandierato la trasparenza delle loro scelte», spiegando l’esigenza di confrontarsi con la cittadinanza. 24 ore prima però «i richiedenti protezione internazionale» sono stati «collocati a meno di 100 metri dalla sede del Municipio», nell’ex hotel. «Sarebbe interessante - chiedono i politici - conoscere il proprietario/gestore tanto fortunato da essere scelto dalla Prefettura per questo investimento». «Ieri mi sono recato sul posto e ho parlato con i ragazzi - afferma l’avvocato Giorgio Mori - Dicevano che avrebbero trascorso due mesi nella struttura in attesa che una commissione si esprima quindi ho intuito che si tratta di richiedenti protezione internazionale». Sui costi dell’operazione non vi è alcuna notizia: «Stiamo studiando i bandi ma non vi sono informazioni dettagliate». Palesi invece i timori di chi risiede nei pressi del centro. In zona Claudio Potrello è un’istituzione. La sua famiglia gestisce il "Baffone" occupandosi dal 1930 di ristorazione. «La situazione è grave - spiega Potrello - manca anche l’illuminazione e la zona non è per nulla sorvegliata. Camminando di notte non si vede nulla e c’è il rischio di investire queste persone che camminano in strada. Mia moglie è stata anche avvicinata da alcuni ragazzi mentre portava i cani a spasso. Hanno fatto apprezzamenti nei suoi confronti e non vorrei che la situazione degenerasse. Qui ci sono tante strutture che potrebbero essere occupate illegalmente». A 20 metri dal centro, denunciano i residenti, c’è anche una scuola materna ed elementare.

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