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I cinesi vengono a «studiare» la nostra sanità

Luigi Frasca Anche se la loro medicina tradizionale ha radici millenarie, i cinesi vengono in Italia a studiare il nostro sistema sanitario. In tempo di Expo non è solo l'alimentazione tricolore a...

Anche se la loro medicina tradizionale ha radici millenarie, i cinesi vengono in Italia a studiare il nostro sistema sanitario. In tempo di Expo non è solo l'alimentazione tricolore a vincere all'estero. Anche la sanità si candida a modello da esportare. Promuovere la formazione dei manager sanitari cinesi studiando in Italia i sistemi gestionali delle aziende sanitarie, formare nei nostri ospedali e in Cina le nuove leve mediche della seconda potenza economica mondiale e promuovere la ricerca sono i punti cardine dell'intesa sottoscritta ieri a Roma tra la Fiaso, la Federazione italiana di Asl e ospedali e l'Hhrdc, il Centro nazionale per lo sviluppo sanitario e la pianificazione familiare cinese del ministero della Sanità di Pechino. La cooperazione verterà su organizzazione e promozione di attività formative e di aggiornamento professionale, di breve periodo in Italia, rivolte a direttori generali e amministrativi degli ospedali cinesi e farà perno sulla struttura centrale della Fiaso. In merito a clinica e ricerca universitaria che si svolgerà nelle Aziende associate, l'intesa poggia invece su 3 gambe: Promuovere e diffondere presso le Aziende associate a Fiaso le offerte dell'Hhrdc per la realizzazione di periodi formazione e aggiornamento dei medici cinesi presso le Asl e gli ospedali italiani; favorire la cooperazione e la collaborazione di medici delle aziende sanitarie e ospedaliere che svolgeranno in Cina programmi formativi di breve periodo rivolti ai professionisti locali; Promuovere la ricerca in ambito sanitario in Cina e in Italia. La formazione dei medici cinesi avverrà «negli ospedali italiani che garantiscono tecniche mediche all'avanguardia, attrezzature moderne e un forte potenziale nella ricerca». Dal 2016 al 2017 saranno in Italia 80 medici cinesi per azienda, suddivisi in gruppi di 10 tirocinanti. In campo i cinesi hanno messo 200 miliardi di euro da qui al 2020 da spendere per allestire 29 mila nuovi centri medici locali, creare 2.000 ospedali di contea, formare e valutare 1.370.000 di professionisti che opereranno anche in villaggi anche sperduti, formare altri 160mila medici, produrre in proprio e distribuire almeno 300 tipologie di farmaci essenziali

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