Caro direttore, quanto riportato nell’articolo «Farnesina, pioggia di soldi a 23 enti», pubblicato alla pagina 13 del suo giornale venerdì 3 luglio e che si rifà al saggio di Antonio Parisi «Enti Inutili, la rapina agli italiani di cui si parla e si sa troppo poco», relativamente alla Fondazione Craxi è fuorviante. Era buon costume di un giornalismo che fu, porre con correttezza le notizie specie se provenienti da libri d’inchiesta che non di rado scambiano il dritto per il rovescio, facendo di tutta l’erba un fascio. Capisco che taluni tentino di rinverdire un’improbabile caccia alle streghe verso i socialisti e Craxi, ma il rischio di prendere una cantonata così è certo, e consiglierei di volgere lo sguardo altrove viste le cronache ed i fasti del nostro tempo. La Fondazione intitolata allo statista socialista, non dipende in nulla, né indirettamente né tantomeno direttamente, come incautamente sostenuto nell’articolo, dal Ministero degli Affari Esteri. I membri dei suoi organismi - dal Presidente fino gli illustri Professori e le personalità che animano i comitati storico - scientifici ed economico-sociali - non sono minimamente remunerati e o rimborsati per le loro attività. La Fondazione, pertanto, è stata esclusivamente riconosciuta, per il singolo triennio 2004 - 2006, come ente a carattere internazionalistico, ossia che svolgeva specifiche e dimostrate attività di rilievo internazionale riconosciute dal Mae, per la cifra di 20.000 euro. Queste, non sono state certo le trasferte ad Hammamet a cui si vuole subdolamente alludere, a le cui spese provvedono personalmente, da ormai un quindicennio, i tanti partecipanti; né, tantomeno, le citate borse di studio, o meglio, i premi per le lauree triennali, magistrali e di dottorato che la Fondazione assegna annualmente, le cui risorse provengono in via esclusiva da erogazioni liberali di privati. A ciò, intendo aggiungere che la sottoscritta, per ragioni di opportunità politica e istituzionale e per coerenza, ha fatto si che la Fondazione non presentasse qualsivoglia domanda di contributo, pur legittima, al Ministero degli Affari esteri durante e dopo la mia esperienza come sottosegretario di Stato. Tutto ciò, per amore della verità e a difesa di un istituto che svolge, pur tra mille difficoltà, attività di grande rilievo storico, scientifico e culturale. Per il resto, è il tempo ad incaricarsi che le bugie hanno le gambe corte. Chi non ricorda le premesse salvifiche per l’Italia della seconda repubblica? Eccole! Sono sotto gli occhi di tutti!
«La Fondazione Craxi non dipende dagli Esteri»
Caro direttore,quanto riportato nell’articolo «Farnesina, pioggia di soldi a 23 enti», pubblicato alla pagina 13 del suo giornale venerdì 3 luglio e che si rifà al saggio di Antonio Parisi «Enti...
