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I profughi «sbarcano» a Roma Nord

Una cinquantina di immigrati ospitati in un ex albergo sulla via Flaminia Ora la struttura è gestita dalla Croce Rossa. I cittadini: servono più controlli

Sotto il sole cocente di una giornata particolarmente afosa, le poche zone d’ombra offerte dal cortile della struttura offrono una boccata d’aria agli ospiti che non gradiscono l’aria condizionata presente all’interno. Tra i settanta posti letto offerti dalla piccola palazzina, non dimorano più turisti in villeggiatura nella Città Eterna, ma una cinquantina di extracomunitari accolti dalla Croce Rossa. Il «Roma Point», l’ex albergo che sorge su via Flaminia, a poca distanza da Ponte Milvio, è stato trasformato in un centro di prima accoglienza e adesso è gestito dalla struttura territoriale della Croce Rossa di Roma. Nonostante la vicinanza dal centro della città, la zona, tra cascine ottocentesche e antiche masserie, offre uno scorcio della campagna romana. Un luogo dove vi sono diverse strutture non utilizzate e che adesso, temono i residenti, potrebbero essere occupate abusivamente. «Spero che le forze dell’ordine monitorino la situazione», spiega una donna sulla quarantina mentre esce di casa con i figli. Attualmente tutto si svolge regolarmente. «La struttura ha la stessa funzione del centro sulla Tiburtina», spiegano dall’associazione che si occupa di assistenza sanitaria e sociale. Nella zona sud della Capitale, infatti, il sistema di accoglienza messo in campo dalla Croce Rossa accoglie centinaia di persone. Il centro «Baobab» di via Cupa ospita decine di famiglie in transito per l’Italia. Profughi e migranti che sono stati accolti anche nella tendopoli della Tiburtina, la struttura nata per alleggerire la pressione generata dall’emergenza umanitaria nella Capitale. Con bagni chimici, una cucina e un presidio sanitario, l’area allestita alle spalle della stazione non ha la capienza adeguata per accogliere tutti i migranti accampati nella zona, ma solo 150 persone. Così è stato offerto anche il Ferrotel, sempre alla stazione Tiburtina. Si tratta di un ex ostello per ferrovieri, un hotel in disuso da un anno che adesso è stato trasformato in un centro di accoglienza e assistenza, dotato di un presidio sanitario. Lo stabile è stato quindi consegnato in comodato d’uso temporaneo e gratuito da Ferrovie dello Stato all’Assessorato alle Politiche Sociali di Roma Capitale. Naturalmente si tratta solo di una piccola risposta al problema dell’accoglienza che imperversa sulla Capitale e sui cittadini. Non è ancora chiaro infatti quanto peserà tale accoglienza sulle tasche degli italiani e dei romani. Il centro di via Flaminia, infatti, rientra nel bando pubblicato dalla Prefettura. Entro il prossimo 20 luglio si chiuderà un nuovo bando. L’ultimo, quello da 27 milioni di euro, non ha raggiunto gli obiettivi sperati in quanto, a fronte di 3.185 posti richiesti ne erano stati coperti solo 850. Al problema economico si somma quello logistico e organizzativo. Le inchieste della procura di Roma (Mondo di Mezzo) e dei magistrati di Firenze (Grandi Opere) non hanno risparmiato le cooperative che per anni si sono occupate dell’emergenza migranti. Emergenza che ancora non è terminata e alla quale da tempo si sta tentanto di trovare una soluzione definitiva. Adesso, a dover fare i conti con le difficoltà dell’accoglienza, anche i cittadini che vivono a due passi da Ponte Milvio.

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