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Preghiera per la pace a S. Pietro e all’Olimpico

Andrea Acalia.acali@iltempo.it Trentamila persone oggi pomeriggio in piazza San Pietro «per restituire al Papa la visita che ci fece lo scorso anno» e domani all’Olimpico di Roma. Sono i numeri...

Trentamila persone oggi pomeriggio in piazza San Pietro «per restituire al Papa la visita che ci fece lo scorso anno» e domani all’Olimpico di Roma. Sono i numeri previsti per la 38ª convocazione nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo, uno dei movimenti più attivi e «vivaci» della Chiesa. Uno stadio che, come ha detto il presidente del RnS, Salvatore Martinez, diventerà un «areopago della nuova evangelizzazione». Ma l’appuntamento di sabato, che richiamerà anche «persone lontane dalla fede», sarà preceduto da quello odierno, dalle 16 alle 19, con la presenza di Papa Francesco, che avrà un forte taglio ecumenico. Non a caso alla presentazione dell’evento hanno partecipato Mor Policarpo Eugenio Aydin, metropolita della diocesi siro-ortodossa dei Paesi Bassi, e l’arcivescovo anglicano David Moxon, rappresentante dell’arcivescovo di Canterbury presso la S. Sede, che saranno presenti all’incontro di oggi, trasmesso in diretta su RaiUno dalle 17.35 e su Tv2000 dalle 16. Il tema scelto per il raduno è eloquente: «Vie di unità e di pace - Voci in preghiera per i martiri di oggi e per un ecumenismo spirituale». «Più che rivolgerci agli uomini, che sono ormai stanchi di parole, vogliamo parlare a Dio - ha spiegato Martinez - Cattolici, ortodossi ed evangelici pregheranno insieme in piazza San Pietro. L'arrivo del Papa sancirà il raccordo dell'Assemblea». L’incontro sarà scandito da testimonianze come quella del magistrato Aliquò, di un detenuto e di un giovane ma anche di artisti del calibro di Andrea Bocelli e Noa. La cantante israeliana, che ha spiegato di essere «ebrea e non religiosa», ha espresso la sua gratitudine al Papa per quanto fa per la pace tra Israele e Palestina. Ma tutto il Medio Oriente ha bisogno di pace. Come ha detto Mor Ayin «insieme all’unità è l’unica cosa di cui abbiamo bisogno». E gli ha fatto eco l’arcivescovo Moxon ricordando che «l’ecumenismo del sangue» a cui fa spesso riferimento Francesco «ha bisogno di una solidarietà più ampia nella preghiera e nella testimonianza».

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