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«L’Isis ha venduto donne come schiave sessuali»

Il ministero per i Diritti Umani iracheno ha denunciato che jihadisti dell'Isis hanno venduto come «schiave sessuali» un centinaio di donne siriane

BAGHDAD Il ministero per i Diritti Umani iracheno ha denunciato che jihadisti dell'Isis hanno venduto come «schiave sessuali» un centinaio di donne siriane. Sarebbe accaduto a Falluja, nella provincia occidentale di al-Anbar sotto il controllo jihadista. In un comunicato si afferma che «i terroristi del Daesh (acronimo in lingua araba equivalente a Isis; ndr) hanno istituito nella città un vero e proprio mercato degli schiavi nei pressi della locale moschea». La struttura aprirebbe tutti giorni dopo l’iftar, lo scioglimento quotidiano del digiuno diurno durante il Ramadan. Il dicastero precisa anche il tariffario alle quali sarebbero vendute le vittime per fungere da schiave «sessuali»: andrebbe da una somma pari a 500 dollari fino a ben 2.000, a seconda dell'aspetto fisico e dell'età. Il gruppo ultra-radicale avrebbe inoltre indetto una sorta di concorso a premi imperniato sulla memorizzazione delle sure del Corano: ai primi tre classificati andrebbe come ricompensa appunto una schiava. Nella nota si riferisce poi dell'esecuzione sommaria da parte dei miliziani di un bambino di appena 9 anni e di sua madre nel distretto di al-Hawija, provincia settentrionale i Kirkuk. Nella stessa area gli uomini del califfato avrebbero giustiziato parecchie altre persone sospettate di voler semplicemente fuggire per evitare di essere utilizzate quali scudi umani nei combattimenti tra gli aguzzini e le forze governative di Baghdad. Inoltre, sempre ieri, è stata smantellata in Tunisia una cellula terroristica legata allo Stato islamico. Secondo la stampa locale, tre persone sono state arrestate e sono sotto interrogatorio a Tunisi, mentre altri tre sospettati sono ricercati. Il blitz delle forze di sicurezza tunisine è avvenuto a Sfax, seconda città del Paese, sulla costa orientale. La cellula terroristica sarebbe stata appena formata e non è chiaro se vi siano legami con il jihadista autore dell’attentato sulla spiaggia di Sousse. Intanto, il ministro dell’Interno tunisino, Najem Gharsalli, ha visitato a sorpresa Hammamet per verificare il livello di sicurezza nelle località turistiche e sarebbe rimasto sorpreso per la mancanza di agenti, nonostante i rinforzi inviati dal governo. Secondo Tunisie Numerique, il responsabile della sicurezza locale si sarebbe giustificato con il ministro, dicendo che non c’era stato ancora il tempo necessario per schierare i militari sul territorio.

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