Ben cinque istituti che puntano alla pace in Medio Oriente, due o tre che guardano agli Stati Uniti. E perfino la Fondazione Craxi, che commemora il premier socialista degli Anni Ottanta. Sono ventitré gli istituti, associazioni e comitati che dipendono direttamente dal Ministero per gli Affari Esteri. Un turbinio di presidenze, incarichi, spostamenti e consulenze che contribuisce allo spreco raccontato dal giornalista Antonio Parisi nel libro «Enti Inutili», edito da Imprimatur. Proprio nel volume di Parisi sono elencati diligentemente gli istituti che fanno riferimento alla Farnesina. Alle spese per questi piccoli enti si sommano, naturalmente, anche le trasferte, quasi un obbligo per chi si prefigge di realizzare progetti relativi al resto del mondo. Salta subito agli occhi la presenza della Fondazione Craxi, che realizza progetti e borse di studio in memoria del leader socialista. La Fondazione si occupa soprattutto di organizzare convegni e trasferte annuali ad Hammamet, dove lo statista morì il 19 gennaio 2000. Ma non è tutto. Ci sono, ad esempio, ben cinque centri che si occupano di Medio Oriente. In primis il Cipmo, Centro Italiano Pace Medio Oriente, diretto da Janiki Cingoli, che sostiene «lo sviluppo del dialogo israelo-palestinese-arabo e della cooperazione euromediterranea»; esiste poi l’Ipalmo, che più in generale si occupa di «relazioni tra l’Italia, i paesi dell’Africa, dell’America Latina e del Medio Oriente», editore della rivista Politica Internazionale. Sempre in materia di Oriente abbiamo anche l’Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente e anche l’Istituto per l’Oriente, oltre all’Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente (Isiao). Insomma, nel rispetto delle attività di tutti, la situazione è per lo meno ridondante. Anche in altri settori si trovano doppioni interessanti. Se guardiamo alle Americhe, ad esempio, abbiamo il Centro Studi Americano, ma anche l’Aspen Institute Italia, che vede i propri uffici nella splendida cornice di piazza Navona. Se poi più in generale vogliamo parlare di «politica internazionale» abbiamo soltanto l’imbarazzo della scelta: ci sono ben due istituti per gli studi di politica internazionale, c’è la Società italiana per l’organizzazione internazionale, la Società italiana per l’Organizzazione internazionale e perfino l’Iai, Istituto Affari Internazionali. E agli italiani nel mondo chi ci pensa? Non basta la storica Società Dante Alighieri, con quasi 200 anni di storia: c’è anche il Comitato Atlantico Italiano. Per non parlare poi dell’Istituto Nazionale per l’Unificazione del Diritto Privato, che punta evidentemente a promuovere la semplificazione del diritto internazionale, oppure dell’Istituto Agronimico dell’Oltre Mare. Insomma, ce n’è per tutti i gusti. Da quest’anno, oltre a poter godere di contributi che arrivano dal Ministero degli Esteri, anche questi istituti potranno attingere al 5x1000. Non parliamo di cifre enormi, perché molto spesso non c’è la popolarità che accompagna altre associazioni non governative o onlus. Ma resta evidente che se associazioni con finalità politiche godono di fondi che dovrebbero essere destinati per altro, qualcosa non torna. A dirlo è stata anche la Corte dei Conti nella relazione del 2014. «In alcuni casi il controllo di alcuni enti è stato posto in essere solo su sollecitazione della stampa» col risultato che «fra gli ammessi, le fondazioni di tendenza politica risultano numerose». Questo perché nella lunga lista dei beneficiari del 5×1000, d’altronde, troviamo anche l’Istituto Gramsci, presieduto dall’ex deputato del Pci Giuseppe Vacca e guidato da un cda in cui siedono tra gli altri Piero Fassino e Ugo Sposetti: ventunomila euro che si sommano agli oltre duecentomila disposti da Miur e Mibac. E ancora: nelle aree di volontariato e ricerca spuntano anche associazioni come Italianieuropei (presieduta da Massimo D’Alema) e la Fondazione De Gasperi sul cui «scranno» siede Angelino Alfano che, oltre ai tremila euro del fondo, gode di un finanziamento complessivo di ottantamila euro.
Farnesina, pioggia di soldi a 23 enti
Dalle fondazioni dedicate ai politici all’Istituto Agronimico d’Oltremare Presidenti che cambiano di continuo, incarichi, consulenze e trasferte d’oro
