Attualità

Inutile fare ancora finta di niente

A questa oggettiva situazione di pericolo, che viene esponenzialmente aumentata dalla collocazione dell’Italia nel Mediterraneo e dal suo posizionamento geopolitico, finora la politica italiana ha...

A questa oggettiva situazione di pericolo, che viene esponenzialmente aumentata dalla collocazione dell’Italia nel Mediterraneo e dal suo posizionamento geopolitico, finora la politica italiana ha fatto fronte con l’eterna riedizione della politica dei due forni: lotta al terrorismo ma senza esagerare, una sorta di andreottismo di ritorno, come quando lasciavamo indisturbati i palestinesi a fare trame in Italia nella speranza che tenessero il nostro Paese al riparo da armi e tritolo. Oggi la politica dei due forni si ripropone nel modo contraddittorio, farraginoso, inconcludente con cui si sta affrontando l’emergenza degli sbarchi. Abbiamo gli avamposti del Califfato universale a qualche chilometro dalle coste e facciamo finta di niente. Agli occhi di chi considera gli occidentali carne da proiettile, l’atteggiamento buonista con cui trattiamo il dramma dei barconi non è sinonimo di una nazione accogliente ma di una nazione debole, che non sa presidiare i suoi confini e che si rivela un colabrodo nei cui buchi ciascuno può infilarsi e piantare le tende del nuovo Terrore. Cosa dobbiamo ancora attendere per prendere coscienza del pericolo gigantesco che abbiamo in casa e alle porte, un attentato che versi sangue sul suolo italiano?

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