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"La Capitale è ferma. Ecco le prove"

Il Nuovo centrodestra fa il bilancio dell’attività dell’Assemblea comunale LEGGI ANCHE Il primo cittadino tra l'incudine di Sel e il martello della destra

Non serve attendere la relazione del Prefetto Franco Gabrielli o gli eventuali sviluppi dell’inchiesta su Mafia Capitale per chiedere le dimissioni di Ignazio Marino, per il Nuovo Centrodestra basta l’inoppugnabile forza dei numeri, che consegnano la fotografia di una Roma ferma, anche per la poca produttività di una Giunta che fa arrivare in Assemblea Capitolina poche delibere e di scarso rilievo per la città. Una Capitale «sfumata», viene definita dal partito di Alfano, che ha presentato nella Sala Stampa della Camera i risultati di uno studio del comitato Officina per Roma sui primi diciotto mesi dell’attuale Amministrazione. Presenti Fabrizio Cicchitto, il coordinatore romano Gianni Sammarco e il capogruppo in aula Giulio Cesare, Roberto Cantiani. In questo arco temporale dalla Sala delle Bandiere sono uscite solamente 506 Delibere di Giunta, di cui 84 per assumere collaboratori e dirigenti esterni e 41 per il riconoscimento di debiti fuori Bilancio. Tutti i predecessori, che Marino bistratta spesso nelle sue uscite pubbliche, hanno fatto meglio: Alemanno 704, Veltroni 1314 e il Rutelli «del secolo passato» ben 6888. Quest’ultimo guida anche la mini classifica delle Delibere di Consiglio con 460 atti, seguono Veltroni e Alemanno, rispettivamente con 340 e 167, chiude il chirurgo con 165. Non va meglio nei Municipi, nonostante la riduzione da 19 a 15, che, in totale, hanno prodotto solamente 350 Delibere, per lo più simboliche. Lo studio prosegue con un’analisi squisitamente economica della situazione, evidenziando che rispetto al 2008 Roma, considerando anche la grave recessione degli ultimi anni, ha perso il 38,58% di Pil mentre Milano poco più del 5%. Certo questo dato non è tutto imputabile al Sindaco che però ha dato invece un forte contributo a far vincere alla Capitale lo «scudetto» delle tasse. Una famiglia romana tipo, con un reddito lordo di 45mila euro e una casa A3 di 90 mq, tra TARI, TASI e Addizionale Comunale versa 1100 euro, più di altro Comune. Statistiche che motivano la richiesta di dimissioni recapitata al primo cittadino. Per Cicchitto: «Roma è una città in crisi sia dal punto di vista dell'ordinaria amministrazione sia ancor di più delle situazione straordinaria in cui si è trovata per Mafia Capitale. Questo sindaco è totalmente inadeguato, noi riteniamo che per salvare la buona politica da quella cattiva debba esserci un'interruzione, delle elezioni e la nascita di una situazione completamente nuova». Stessa linea da parte di Sammarco: «Per Roma non ci sono altre soluzioni se non quella di andare subito alle elezioni: il sindaco Marino dimostra ogni giorno di più la sua inadeguatezza a governare una città che merita un primo cittadino all'altezza dei compiti che gli sono richiesti». Conclude Cantiani, che ha illustrato i dati: «Le condizioni di salute di Roma sono sotto gli occhi di tutti. Roma è sì Capitale, ma una Capitale Sfumata. Invertire la rotta è una sfida che ogni amministratore responsabile deve affrontare con un ragionamento ampio e privo di pregiudizi».

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