Si sono travestiti con le dicise del Free syrian army e poi con quelle dell’Ypj, l’unità di difesa delle donne curde. Quindi hanno fatto esplodere autobombe e hanno aperto il fuoco su chiunque attraversasse loro la strada, compresi donne e bambini. Il sedicente Stato Islamico contrattacca e rientra a Kobane, la città liberata dai curdi il 26 gennaio. «Sono entrati con quattro o cinque veicoli con le bandiere dell'Esercito siriano libero, riuscendo ad eludere la sorveglianza dei posti di blocco. Hanno fatto esplodere quattro autobombe dentro la città, di cui due al confine con la Turchia - ha ha raccontato Mehmet Yuksel, esponente del Partito democratico dei popoli (Hdp), formazione politica pro-curda della Turchia - Poi si sono dispersi in alcuni edifici utilizzando divise dello Ypg, e per questo è difficile distinguerli. Prendono di mira tutti, anche i civili. Lo Ypg ha invitato la popolazione a restare nelle case e a non uscire». «Al momento ci sono 20 morti tra i civili e diversi tra feriti e ostaggi, sia in città che nel villaggio di Bakha Botan. Ora le nostre forze di difesa hanno circondato questi gruppi ed è arrivato anche l'aiuto da parte della coalizione, ha spiegato ieri pomeriggio durante una conferenza stampa a Montecitorio la comandante dell’unità femminile Nessirin Abdalla. «Stiamo cercando con le forze di difesa - conclude Abdalla - di salvare la città di Kobane, sacrificando il minor numero possibile di vite umane. Stiamo facendo verifiche sul fatto che siano passati dalla Turchia, molta stampa lo sostiene, ma noi lo stiamo ancora verificando». Ankara, però, ha smentito categoricamente che gli jihadisti siano passati attraverso il Paese. «Gli elementi in nostro possesso dimostrano che i membri dell'organizzazione si sono infiltrati a Kobane dalla città siriana di Jarabulus», ha assicurato l'ufficio del governatore della provincia di Sanliurfa, nel sud della Turchia. Durante la notte con un'analoga offensiva contro le truppe di Assad, l’Isis è rientrato anche nella città di al Hasaka. L'offensiva jihadista segue due settimane in cui i curdi sono avanzati nel territorio siriano in mano al gruppo estremista, arrivando a 50 km da Raqqa, la « capitale del Califfato». Ma i jihadisti usano proprio la tecnica di avanzare altrove, quando perdono terreno: l'obiettivo è distogliere i «nemici» da Raqqa.
I miliziani Isis a Kobane camuffati da ribelli curdi
Marzio Laghi Si sono travestiti con le dicise del Free syrian army e poi con quelle dell’Ypj, l’unità di difesa delle donne curde. Quindi hanno fatto esplodere autobombe e hanno aperto il fuoco su...
