Attualità

Maniero, il centrodestra e l’acqua di Lecce

L’ex boss del Brenta, politici e faccendieri: tutti insieme in un’inchiesta L’interesse per la gestione degli appalti per le « macchine distributrici»

Acqua cristallina per ripulire le macchie del passato. Da nord a sud il business dei distributori d’acqua pubblici è la nuova vita di due ex mafiosi. Il senzatetto Luca Mori, alias Felice Maniero, già capo della mala del Brenta (rintracciato da Report poco tempo fa) ora collaboratore di giustizia, e Antonio Fanghella, ex affiliato del clan della Scu di Giuseppe Rogoli, oggi riabilitato a tutti gli effetti, dopo aver scontato la pena detentiva. Dal Veneto alla Puglia, le due figure s’incontrano e si scontrano a Lecce dove, entrambi, cercano di fare affari con la pubblica amministrazione. L’obiettivo è avere il monopolio sulla città e sulla provincia attraverso canali politici che potessero garantire l’approvazione dei progetti. O tutti insieme oppure nulla a nessuno. Sembra essere questa la linea suggerita dal comune di Lecce che emerge dalla lettura degli atti di un'inchiesta molto delicata. Leggendo le carte è chiaro infatti che qualcosa sembra andare storto e Antonio Fanghella, il 18 luglio 2014, deposita presso la procura di Lecce un esposto contro l’ingegnere William Vernich, figlio di un tecnico comunale, «e chiunque abbia concorso alla realizzazione dei fatti descritti e narrati». Gli episodi riferiti dal querelante sono allegati agli atti: un nastro con oltre sei ore di registrazione di dialoghi e incontri con annesse trascrizioni.     VUOI CONTINUARE A LEGGERE? CLICCA QUI

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