Questa volta il sindaco di Roma ci ha «graziati»: nessun «sequestro». Ma allo stesso tempo, nessuna risposta alle nostre domande. La location sempre la stessa: il barbiere ai Parioli, a Roma, dove il primo cittadino si va a tagliare barba e capelli. Via Archimede, erano le 20.22 di ieri sera, quando il sindaco varca la porta a vetri del negozio «Rocco», dove va da decenni. Fuori ad attenderlo anche stavolta quattro uomini di «scorta» in borghese e due vetture, una Fiat bianca e una di colore scuro. Non erano presenti gli stessi «bodyguard» dello scorso aprile, quando avevamo provato invano a parlare con Marino. Ieri sera erano altri quattro uomini (i turni sono tre al giorno). Il sindaco ci ha concesso appena cinque secondi esatti, il tempo di raggiungere la sua vettura ferma in doppia fila. Massimo 10 passi. Appena ci siamo avvicinati con il fotografo Pasquale Carbone e qualificati, abbiamo fatto una domanda a Marino sulla scelta del suo assessore alla Mobilità, Guido Improta, di dimettersi. «Le auguro un’ottima giornata, un ottimo lavoro e una buona domenica». La parola «domenica» il primo cittadino l’ha pronunciata mentre due uomini della scorta lo facevano salire nella vettura bianca. Il fotografo nel frattempo scattava a ripetizione e a un certo punto (in quei cinque secondi) un altro «bodyguard» ha tentato di allontanarlo. Nulla da fare. Il sindaco ha subito «redarguito» il suo uomo: «No No No...», facendo intendere alla «scorta» di lasciarlo lavorare e fargli scattare tutte le foto che voleva Carbone. Un atteggiamento decisamente differente rispetto alla prima volta, quando per alcuni scatti fummo «sequestrati» per ore in piazza Euclide per aver «violato la privacy del sindaco mentre era dal barbiere». Anche le fasi precedenti all’uscita dal barbiere di Ignazio Marino sono state differenti rispetto ad aprile. All’epoca, infatti, appena la «scorta» ci aveva individuato, si avvicinò, ci chiese e prese i documenti e ce li restituì quando orami il sole era tramontato da ore. Ieri, invece, un uomo vestito di grigio e uno con pantaloni sportivi blu e giacca blu appena ci hanno visto non si sono avvicinati a noi. Ma sono entrati all’interno del babiere e hanno avvertito un loro collega e lo stesso primo cittadino della nostra presenza. L’attesa è stata di circa 50 minuti, durante i quali la «scorta» passava accanto a noi, alle spalle, prima uno poi l’altro. Eravamo pronti al «peggio» considerato il comportamento che ci era stato riservato in passato. Invece no. Ci hanno permesso di avvicinare il sindaco appena ha lasciato il barbiere, dal quale è uscito insieme a un altro uomo della «scorta». Era sorridente il primo cittadino mentre camminava, non aveva il viso serioso come la prima volta. Ieri sera, come i giorni successivi ai nostri servizi giornalisitici e alle nostre dieci domande che abbiamo rivolto per giorni al sindaco e al comandante della Polizia Roma Capitale Raffaele Clemente, Marino ha parlato del «tempo». L’altra volta aveva detto «Il Tempo è ottimo», «Il Tempo è buono». Ieri sera alle 20.22 sono spuntati un’altra volta i termini «ottimo» e «buono». Anzi, «buona», poiché il primo cittadino si riferiva alla domenica. Ad aprile, dopo che il sindaco era andato via, oltre agli uomini della «scorta», che ci avevano identificato e «sequestrato» e che volevano portare in Questura il fotografo e fargli passare 23 ore e 59 minuti negli uffici di polizia, erano giunte a piazza Euclide anche altre due vetture della Polizia Municipale. Quindi, altri quattro agenti in divisa. In tutto otto persone in «difesa» del sindaco per alcune foto scattate in mezzo alla strada al primo cittadino della Capitale. In quell’occasione per alcune ore ci era stato impedito anche di usare il telefono cellulare e immediatamente chiedemmo se eravano stati sottoposti a fermo di polizia. Ci venne risposto di no. E non ci fu però spiegato dagli agenti il motivo di quella decisione e del nostro «sequestro». Un atteggiamento che è stato poi confermato dal sindaco e dal comandante Clemente nei giorni successivi, con il loro silenzio. Nulla si doveva sapere e nulla bisognava rispondere al Il Tempo. L’unico autorizzato era il sindaco: «Il Tempo è ottimo». Ieri idem. Tutti i romani si augurano che il «tempo» sia ottimo, anche se due giorni fa la Protezione civile di Roma ha lanciato l’allerta maltempo anche per oggi.
Barba e capelli del sindaco. A spese nostre
Fuori dal negozio quattro uomini di "scorta". Nessun "sequestro" bis. E il solito "no comment". LEGGI ANCHE: Ad aprile il primo episodio sospetto
