«Rispetto non è solo farsi vedere al corteo con gli omosessuali. È un’altra cosa, e Marino questo rispetto verso la sua squadra non ce l’ha». Imma Battaglia è un fiume in piena. La consigliera di Sel giorni fa, dopo la seconda ondata di arresti di Mafia Capitale, aveva valutato l’idea di dimettersi dall’Assemblea Capitolina. Non solo «lo schifo» scoperchiato dall’inchiesta, ma anche la presa di distanza del sindaco verso «la parte sana del Consiglio». È rimasta delusa dall’atteggiamento di Marino nei vostri confronti? «Si, molto. Sta governando da solo. O meglio, sta cercando di farlo, perché finora non ne è stato capace. Noi consiglieri siamo fuori da tutto, non facciamo parte della sua squadra. Il bilancio ha avuto una gestazione di 4 mesi, in Commissione è passato in 20 giorni. Non sappiamo nulla della macrostruttura, dei programmi. Io sto qui per far parte di una squadra di governo, non per premere un pulsante». Però Mafia Capitale ha colpito il Consiglio, e Marino ha necessità di distaccarsi «È proprio questo che mi dà fastidio. Ci considera tutti uguali. Io non sono quella feccia lì, e altri come me. Non una parola di sostegno, o di vicinanza è arrivata da Marino. Mi conoscete così, ma io ho una cristianità profonda e vedo la politica come missione. Sto male a essere accomunata a quello schifo lì». Si dimetterà? «Volevo. Ma ho capito che il mio partito nutriva gli stessi sentimenti. Se diremo basta, lo faremo tutti insieme» Ha ragione Renzi, allora? «Renzi pensi agli affari suoi, è il primo responsabile del declino di Roma».
«Marino non fa gioco di squadra»
«Rispetto non è solo farsi vedere al corteo con gli omosessuali. È un’altra cosa, e Marino questo rispetto verso la sua squadra non ce l’ha». Imma Battaglia è un fiume in piena. La consigliera di Sel...
