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Corona è libero: "Mai più in carcere"

Il paparazzo esce per motivi di salute. Andrà in comunità di recupero Il gip accoglie l’istanza dei legali: dovrà superare i problemi con la droga

«Lassù qualcuno mi ama» deve aver pensato Fabrizio Corona ieri pomeriggio quando è arrivata la bella notizia. Libertà: lo ha deciso il giudice di sorveglianza di Milano Giovanna Di Rosa, che ha accolto l'istanza presentata dai legali dell'ex re del gossip. Per Corona si apre ora un nuovo capitolo, una «riabilitazione» per ritornare nella società e per superare i suoi problemi con la cocaina. Per questo dovrà sottoporsi a un programma di recupero presso la comunità Exodus di don Mazzi. Corona ha potuto usufruire degli sconti di pena pari a 150 giorni per ogni anno trascorso in carcere, ed è riuscito così ad accedere al recupero in comunità. Ha pagato abbastanza per gli errori commessi, esce a testa alta dal carcere. «Ho attraversato la tempesta, ho lottato fino all'ultimo è stata dura ma era necessaria. Ora si riparte. #Sipuede» ha postato orgogliosamente su Facebook. I suoi fan si sono scatenati. Il post, in un'ora, ha raccolto quasi 18.000 like e 1500 commenti. «Sono felice e giuro che in carcere non ci tornerò più» ha detto un attimo dopo la sua uscita dal penitenziario milanese Opera dove ha scontato tre anni e due mesi. Era stato condannato a una pena complessiva (ineccepibile ma forse eccessiva) di 13 anni e due mesi di carcere per diversi reati tra cui quelli legati alla bancarotta della sua società Fenice e ai ricatti a colpi di foto compromettenti, come l’estorsione aggravata ai danni dell’ex calciatore della Juventus David Trezeguet che gli è costata la condanna a 5 anni la quale, teoricamente, impediva la concessione di benefici penitenziari. Il giudice Di Rosa, sulla base di motivi giuridici e decisioni della Cassazione, lo ha invece ritenuto possibile. A favore della scarcerazione di Corona anche le relazioni della Asl e della direzione del carcere. Più volte, durante la sua detenzione, s’era levato da quella cella un grido di dolore, una impellente richiesta d’aiuto. «Non ce la faccio più, sto male, così muoio». Fabrizio si stava spegnendo, sempre di più chiuso in sè stesso, in preda a serie crisi depressive e stati d’ansia incontenibili. Da tempo, il re dei paparazzi aveva abbandonato la sua «baldanza» e «strafottenza». Ha cominciato ad ammettere pure la sua dipendenza dalla droga, sempre rinnegata. «Ha capito di aver sbagliato in passato e ha preso da tempo le distanze da quello che era, accettando le condanne» aveva spiegato il suo legale Chiesa. «È un uomo molto provato con problemi seri non solo psicologici ma anche psichiatrici, tanto da essere curato anche con psicofarmaci» aveva aggiunto la collega Calcaterra. Il «fine pena» di Corona è sceso sotto i sei anni, consentendogli così di poter andare in comunità come avviene per i tossicodipendenti. Probabile che dietro ai reati commessi anche l’abuso di sostanze stupefacenti. Che forse lo spinse pure a una fuga rocambolesca e disperata per evitare il carcere. Nel gennaio 2013 tagliò «volò» Cascais in Portogallo nascondendosi a casa di amici. «ospitato» da amici. Braccato dalle forze dell’ordine si arrese solo dopo sei giorni di latitanza. Fabrizio ha preso le distanze da quello che è stato, ha pagato per le sue colpe, vuole tornare a vita nuova. E diventare un bravo ragazzo. Se si vuole sipuede.

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