Bambini che rimangono senza genitori, frutto dell’abbandono, di situazioni sociali critiche, rinchiusi in istituti senza la possibilità di crescere in una famiglia. Così entra in scena AiBi, l’Associazione Amici dei Bambini (www.aibi.it - codice fiscale: 92504680155), organizzazione non governativa creata da un movimento di famiglie adottive e affidatarie. L’associazione è nata nel 1983 (operativa dal 1986) grazie a due genitori adottivi, Marco Griffini e Irene Bertuzzi, sostenuti da Don Carlo Grammatica e Padre Mario Colombo, missionario del Pontificio Istituto Missioni Estere in Brasile. L’organismo intende prendersi cura dei bambini ospiti negli istituti di tutto il mondo, quindi combattendo l’emergenza abbandono. Come sottolineano ad AiBi, «ogni 15 secondi un bambino o una bambina vengono abbandonati e perdono tutto: mamma, papà, amore, casa, protezione, cibo, cure». L’associazione ha una sede nazionale e 29 uffici tra sedi regionali e punti informativi in tutta Italia oltre a essere presente in 31 nazioni, con sedi sparse in Europa dell’Est, nelle Americhe, in Africa e in Asia. A fianco di AiBi lavorano altre due realtà, l’associazione di fedeli «La Pietra scartata» che ha identico scopo e che sostiene le famiglie affidatarie nell’accogliere i piccoli abbandonati grazie all'affido e all’adozione internazionale e la «Fondazione AiBi», costituita nel 2008, che realizza, promuove e incentiva iniziative di solidarietà e accoglienza per chi è o si sente abbandonato, curando soprattutto l’assistenza al mondo dell’infanzia e dell’adolescenza. È un network molto ampio quello a cui aderisce AiBi, si tratta del Crc, Convention on the Rights of the Child, il Gruppo di Lavoro per la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza composto da 89 realtà del Terzo Settore tutte tese, appunto, verso la promozione e la tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, gruppo che fa capo all’omologo organismo internazionale Ngo Group for the Crc con sede a Ginevra. Pilastro fondamentale è il sostegno delle famiglie nell’adozione internazionale, procedimento che non rappresenta mai un terreno facile in cui muoversi per giungere al risultato finale, all’unione con i bambini. Si comincia quindi con corsi di preparazione all’idoneità, incontri formativi sull’adozione, l’accompagno nel districarsi fra le maglie burocratiche che regolano la materia fino anche nella nazione dove verrà adottato il piccolo. Attenta preparazione avviene anche per le coppie nei casi di affido. In più esiste una rete d’accoglienza con centri servizi alla famiglia, case-famiglia per l’incontro iniziale dei piccoli con i genitori affidatari e comunità mamma-bambino. L’azione di sensibilizzazione sul problema dell’abbandono viene realizzato dall’associazione anche nelle scuole, poi progetti sperimentali sull’accoglienza e inclusione sociale dei giovani, progetti di studio e di ricerca, l’assistenza a distanza, il monitoraggio continuo grazie all’Osservatorio Permanente sull’Abbandono.
Trovare mamma e papà ai bimbi abbandonati
L’Associazione Amici dei Bambini salva la vita a chi è meno fortunato fin dalla nascita
