Attualità

La carica dei "regolari" manda in tilt la Capitale

Ogni anno 150mila richieste di nuovi permessi

Circa 150mila richieste di rilascio del permesso di soggiorno, che sommate a quelle di rinnovo sfiorano le 200mila, solo nell’ultimo anno, alle quali vanno aggiunte le domande di asilo, 1.634 da gennaio a metà maggio, che corrispondono ad una piccolissima parte dei richiedenti protezione presenti a Roma: stando agli ultimi dati diffusi dal Campidoglio, aggiornati al mese scorso, 9.764 persone, delle quali 7.437 concentrate nella Capitale e le restanti entro i confini della città metropolitana. Il caso della stazione Tiburtina ha acceso i riflettori anche sul capitolo dei cosiddetti «transitanti»: invisibili, almeno sotto il profilo dei controlli sanitari e di polizia, che dopo essere sbarcati al Sud raggiungono il Lazio nei modi più diversi, anche a piedi, rifugiandosi poi tra tendopoli di fortuna, come in via delle Messi d’Oro, o nei palazzoni occupati, vedi Salaam Palace o la struttura sulla Collatina. Anche il prefetto Gabrielli, ieri, ha ammesso che «Roma è già una città particolarmente stressata, lo è per i numeri che l’hanno interessata e a maggior ragione per gli esiti dell’inchiesta di Mafia Capitale che è meritoria, perché ha scoperchiato una situazione di diffusa illegalità, ma ha avuto anche un effetto sulla cooperazione sociale, che oggi presenta per noi grossi problemi per trovare interlocutori credibili e dare risposte che non possiamo rimandare». Un discorso che si ricollega all’ultimo bando da 27 milioni pubblicato da Palazzo Valentini per l’accoglienza tra maggio e dicembre: «Purtroppo il bando di febbraio è andato largamente deserto, perché a fronte di 3.185 posti richiesti siamo riusciti a coprirne poco più di 850 - ha continuato Gabrielli - Ne proporremo un altro, che però ha un senso se c’è una risposta e se i soggetti che possono rispondere sono in grado, anche per vicende di carattere giudiziario, di essere titolari di questo tipo di servizio». Proseguono infatti gli accertamenti sul gruppo Tre Fontane-Senis Hospes, aggiudicatario di 4 lotti sul totale dei 7 banditi dalla Prefettura ma al centro delle polemiche visti i legami di Tre Fontane col consorzio di cooperative Casa della Solidarietà, a sua volta riferibile al gruppo La Cascina, già comparso in "Mafia Capitale - parte prima" e nell'inchiesta "Sistema" della procura di Firenze sui grandi appalti. Tornando ai numeri, Gabrielli dice che «le tendopoli non sono la soluzione» ma a Roma già da tempo si assiste al proliferare di strutture di accoglienza illegali. Via Collatina, via Curtatone dietro Termini, Salaam Palace a Tor Vergata, via delle Messi d’Oro nei pressi della stazione di Ponte Mammolo, l’ex Cartiera in via Assisi all’Appio-Tuscolano: si parla di almeno 3.300 persone, aspiranti rifugiati che nella stragrande maggioranza dei casi risultano irregolari, perché sfuggiti all’identificazione, perché la domanda di asilo è stata rifiutata più volte o perché non hanno mai cominciato l’iter per ottenere lo status.

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