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Astrosamantha: "La Stazione spaziale mi mancherà"

L'astronauta italiana parla in collegamento dagli Usa dopo il suo ritorno sulla Terra: "Non mi sento una celebrità. Sono una persona"

"Una bella doccia e un'insalata con noci, tonno e pomodori. Ecco cosa ho fatto appena rientrata sulla Terra e che mi mancava nello Spazio". A quattro giorni dalla fine della Missione Futura, dopo 199 giorni sulla Stazione spaziale internazionale, Samantha Cristoforetti si racconta ai giornalisti presenti nella sede dell'Asi, Agenzia Spaziale Italiana. Astrosamantha è in videocollegamento dal Johnson Space Center di Houston, mentre negli Stati Uniti sono le 7 del mattino. Negli ultimi mesi ci eravamo abituati a vederla fluttuare con i capelli all'insù. Stavolta l'astronauta italiana, che indossa la divisa blu dell'Esa, è seduta mentre si sta riabituando alla forza di gravità.     Partiamo proprio da qui. Come si sta riadattando il suo corpo alla Terra? "Sembra in maniera molto rapida. Riesco a camminare abbastanza bene, anche se all'inizio mi sembrava di trasportare un enorme macigno. I talloni e il fondoschiena sentono qualche dolorino, dovuto all'assenza di pressione nello Spazio".     Perché sono importanti questo tipo di missioni per la ricerca scientifica? "Permettono di osservare fenomeni che non è possibile osservare sulla Terra, mascherati dagli effetti della gravità. Capire meglio come funzionano i sistemi biologici nello Spazio".     Dall'inizio della sua missione è diventata un personaggio pubblico, un simbolo per l'Italia. Si sente realmente così? "Ognuno di noi è un individuo. Non mi sento una celebrità. Io sono Samantha, una persona. L'impatto spero solo sia stato positivo soprattutto per i giovani. Una fonte di ispirazione per qualche ragazzo che spera di fare questa carriera".     In questi mesi ha usato molto i social network. Quanto sono stati fondamentali? "Mi rendo conto solo ora dell'impatto mediatico che ho avuto. Ho cercato di raccontare quello che facevo a livello scientifico, la vita nello Spazio. In realtà lì internet è lentissimo e mandare un tweet è un'impresa".     Sulla Iss è riuscita a bere anche il caffè espresso che tanto avrebbe desiderato Luca Parmitano. Ma ci sono state anche molte cose che non le è stato possibile fare. Qual è stata la prima, una volta rientrata sulla Terra? "Fare una doccia (sorride, ndr). Ci sono riuscita nel viaggio verso Houston, nella prima tappa in Scozia. L'ho potuta fare solo seduta, però. E poi gustare una bella insalata con tonno, noci e pomodori".     Il ministro Giannini l'ha invitata nelle scuole a raccontare la sua esperienza ai ragazzi. Ci andrà? "Sono a disposizione per incontrare i giovani. Magari qualcuno potrebbe scegliere di fare questo mestiere".     È stata addestrata per vivere nello Spazio. Ma ci sono state cose a cui non era preparata? "Il fatto di vivere in assenza di peso. Sembra una banalità, ma è incredibile vivere lassù, capire dove sono le cose, come recuperarle".     Come ha dormito nello Spazio? "Abbastanza bene. Talvolta dormivo sospesa, altre volte incastrata per non fluttuare troppo. Ma non ricordo sogni particolari. Sono stati più o meno quelli fatti sulla Terra".     Cosa ha provato durante il rientro?  "L'esperienza è davvero eccezionale. Siamo rimasti seduti per circa sei ore sul seggiolino della Soyuz. Ti senti pesantissimo appena rientri nell'atmosfera. Quando si apre il primo paracadute, sembra di essere all'interno di una lavatrice. E poi l'impatto con il terreno. Boom. Incredibile".     Cosa le manca di più di questa esperienza? "Ho nel cuore molti ricordi. Sicuramente il lancio e il rientro sono momenti molto forti. Ma anche tutta la vita sulla Stazione spaziale mi mancherà".     È stata contenta di rimanere un mese in più? "Felicissima. Non ero pronta psicologicamente a tornare".     E ora, cosa desidera di più per il suo futuro? "Tornare a essere un essere umano terrestre".

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