Arrivano alla spicciolata. Sono furgoncini di associazioni, circoli sportivi e semplici automobili di privati. Una catena di solidarietà su ruote. C’è una Roma che non rimane impassibile di fronte all’emergenza umanitaria scoppiata nella Capitale. Biscotti, latte, pasta, caffè. Perlopiù cibi a lunga scadenza e che non necessitano di essere conservati in frigorifero. I pacchi arrivano da quasi tutti i quartieri della metropoli: da Prenestina a Monteverde. «Ho dei vestiti di mia nipote che non usa più, invece di gettarli preferisco donarli a chi ora ha più bisogno», dice una signora. Ha la macchina carica di sacche. Qui serve proprio di tutto: dagli indumenti ai farmaci. Chiunque può dare una mano. E lo fa. La comunità risponde bene. Diverse le associazioni che hanno organizzato la raccolta di generi alimentari. Sono ben accetti anche giocattoli, perché nel campo ci sono tanti bambini e minori, anche non accompagnati. I volontari che operano nel campo, la scorsa notte, hanno messo a disposizione degli ospiti i propri cellulari. «È stato emozionante assistere alla telefonata di un ragazzo che ha chiamato la madre in Eritrea. Le ha detto di essere vivo e che stava bene. Queste sono le emozioni che ripagano ogni sacrificio - racconta una volontaria -. Molte di queste persone hanno subito violenze, o addirittura torture. Sono psicologicamente molto provate. Non hanno abiti per i ricambi, ai piedi indossano scarpe rotte. Abbiamo bisogno davvero di tutto. Dentifrici, spazzolini, shampoo. Tutto ciò che verrà donato - prosegue la ragazza - posso assicurare che non andrà sprecato o perduto». La corsa alla solidarietà, insomma, è partita e c’è una città che risponde bene all’appello. «Oltre ai beni materiali c’è chi mette a disposizione la propria professione. Parrucchieri e barbieri hanno iniziato a prestare servizio al centro Baobab e continueranno anche al campo appena costruito. Tagliare barba e capelli serve anche a verificare se ci sono persone con pidocchi», spiega un altro volontario. Si muovono anche medici e dentisti che, nei prossimi giorni, effettueranno una serie di visite nel presidio sanitario fisso.
Ai disperati i romani portano cibo, giochi e vestiti
Arrivano alla spicciolata. Sono furgoncini di associazioni, circoli sportivi e semplici automobili di privati. Una catena di solidarietà su ruote. C’è una Roma che non rimane impassibile di fronte...
