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Il Papa festeggia gli scout, in 100 mila a Piazza San Pietro

I ragazzi arrivati da tutta Italia: "Vogliamo una Chiesa semplice e pura" FOTO LEGGI ANCHE La rivoluzione di Francesco

Essere pellegrini del bene, della gioia e del dono, per fare "bella la chiesa", seguendo le indicazioni e i consigli di Papa Francesco, loro ispirazione e guida. Sono oltre 100mila - affermano gli organizzatori - gli scout dell'Agesci (Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani) arrivati da ogni parte dell'Italia, in aereo, treno, pullman, ma anche in bici, zaino e stuoino in spalla, per incontrare Bergoglio. Si sono riversati tutti a Piazza San Pietro, dopo mesi di preparazione a questo evento che accade ogni dieci anni. Oltre 1.500 i gruppi da ogni regione d'Italia stanno colorando la piazza: una distesa celeste - come le camicie della loro uniforme - di cui, dall'altare, non si riesce a scorgere la fine, ogni gruppo ha il suo «bastone del pellegrino" forgiato per l'occasione. Una piazza carica di emozioni con tanti giovani pronti ad ascoltare il Papa che ha riservato parole preziose per questi ragazzi. Prima di salire di nuovo a bordo della Papamobile per andar via da Piazza San Pietro, Francesco si è fermato a salutare e accarezzare alcuni ragazzi disabili che hanno partecipato all'udienza di questa mattina.   Il Pontefice: "Scautismo deve fare da ponte con le società che ergono muri". Come scout siete chiamati a fare ponti in questa società dove c'è l'abitudine di fare i muri". Lo ha ricordato Papa Francesco ai 100 mila ragazzi dell'Agesci che gremivano oggi piazza San Pietro. "Voi fate i ponti, per favore!", ha chiesto il Papa. "Associazioni come la vostra - ha spiegato - sono una ricchezza della Chiesa che lo Spirito Santo suscita per evangelizzare tutti gli ambienti e settori". "Sono certo - ha assicurato - che l'Agesci può apportare nella Chiesa un nuovo fervore evangelizzatore e una nuova capacità di dialogo con la società". Secondo Francesco, "questo può avvenire solo a una condizione: che i singoli gruppi non perdano il contatto con la parrocchia del luogo, dove hanno la loro sede, ma che in molti casi non frequentano, perché, pur svolgendo là il loro servizio, provengono da altre zone". "Siete chiamati - ha scandito - a trovare il modo di integrarvi nella pastorale della Chiesa particolare, stabilendo rapporti di stima e collaborazione ad ogni livello con i vostri vescovi, con i parroci e gli altri sacerdoti, con gli educatori e i membri delle altre associazioni ecclesiali presenti in parrocchia e nello stesso territorio, e non accontentarvi di una presenza decorativa alla domenica o nelle grandi circostanze". "Ci sono nell'Agesci - ha aggiunto - molti gruppi che già sono pienamente integrati nella loro realtà diocesana e parrocchiale, che sanno fare tesoro dell'offerta formativa proposta dalla comunità parrocchiale ai ragazzi, ai giovanissimi, ai giovani, agli adulti, frequentando, insieme con gli altri loro coetanei, i gruppi di catechesi e formazione cristiana. Fanno questo senza rinunciare a ciò che è specifico dell'educazione scout. E il risultato è una personalità più ricca e più completa". "Siete d'accordo? Allora andiamo avanti cosi'!", ha poi concluso il Papa ricordando che "quando una volta qualcuno chiese al vostro fondatore, Lord Baden Powell, "che cosa c'entra la religione con lo scoutismo?", egli rispose che 'la religione non ha bisogno di entrarci, perché è già dentro!". Infatti, "non c'è un lato religioso del Movimento scout... insieme di esso è basato sulla religione, cioé sulla presa di coscienza di Dio e sul suo Servizio"   L'iniziativa del pellegrinaggio degli scout coinvolge tre gruppi principali: i Lupetti e le Coccinelle, ossia i più piccoli, sono stati denominati pellegrini della gioia, gli Esploratori e le Guide, ovvero i ragazzi dai 12 ai 16 anni, sono stati battezzati come i pellegrini del bene, mentre i Rover e le Scolte, i giovani dai 16 ai 21 anni, i pellegrini del dono. Ogni gruppo scout ha scritto una preghiera per Papa Francesco. In vista di questo importante evento, ne sono state raccolte circa 150 al fine di scrivere una preghiera unica corale dell'Agesci, denominata preghiera "per il Papa e con il Papa" che è stata recitata durante l'udienza. Ognunoha tenuto con sé il proprio bastone del pellegrino in mano, indossando l'uniforme azzurra e il fazzoletto al collo. Intanto, dalle 9, è iniziata l'animazione in piazza, con preghiere, canti e interventi. "Noi siamo aperti al messaggio di Bergoglio - ha detto Fabrizio Coccetti uno dei responsabili dell'animazione - e siamo qui per dirgli che da mesi ci stiamo preparando per offrire il nostro servizio a lui, vogliamo stargli vicino nella sua opera di rinnovamento per fare più bella la chiesa".

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