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Caos immigrati, sit-in e tensione a Ventimiglia

La Francia chiude la frontiera: 1.097 profughi rispediti in Italia. Sciopero della fame in segno di protesta. Il sindaco: "Caso diplomatico" LEGGI ANCHE Confine sotto assedio

Migranti da due giorni accampati alla frontiera franco-italiana a Ventimiglia in attesa di attraversare il confine, sit-in a oltranza a qualche decina di metri dalla frontiera francese, con la minaccia di bloccare il traffico. Sono in gran parte etiopi, sudanesi, anche siriani e vogliono entrare in Francia. Ma di fronte a loro i gendarmi francesi bloccano l'accesso in Francia. Su un enorme cartello c'è scritto in inglese: "We need to pass", dobbiamo poter passare; su un altro "We need freedom", abbiamo bisogno di libertà. In molti hanno cominciato lo sciopero della fame e rifiutano il cibo. Qualcuno ha raccontato di esser riuscito a entrare in Francia, ma che alla stazione di Mentone è stato riportato indietro in Italia. Secondo una fonte della Croce Rossa, rimasto sul posto fino a tarda notte, i migranti nella notte hanno dovuto cercare rifugio a causa dei temporali: "Hanno dormito sotto i ponti, nelle gallerie tra la frontiera e il centro città. Poi stamane sono tornati". A Ventimiglia sono state allestite strutture all'aria aperta per fornire il primo soccorso sanitario: docce e servizi igienici. Organizzazioni umanitarie distribuiscono cibo e acqua, ma gli uomini (non le donne e i bambini) stamane l'hanno rifiutato. Negli ultimi sette giorni, ha detto venerdì il prefetto Adolphe Colrat, nelle Alpi Marittime è stato fermato un numero record di migranti, 1.439, dei quali 1.097 sono stati rispediti in Italia. Secondo il prefetto, la pressione migratoria alla frontiera franco-italiana conosce da qualche giorno un picco superiore alle settimane record del 2014.   Il sindaco di Ventimiglia: "Siamo in emergenza". Il sindaco di Ventimiglia, Enrico Ioculano, parla della situazione che si è determinata al confine con la Francia, presidiato dalle forze dell'ordine d'Oltralpe per impedire l'ingresso nel Paese di un gruppo di migranti. "Si tratta di 180-200 immigrati - spiega il primo cittadino - che si trovano tra la zona della stazione e il centro cittadino. Ci sono anche famiglie con bambini. La situazione è delicata e sta diventando un caso diplomatico perché un gruppo di migranti, mostrando il biglietto del treno Nizza-Parigi, dice di essere stato prelevato a Nizza e riportato a Ventimiglia. "Alcuni hanno iniziato uno sciopero della fame in segno di protesta e per chiedere di poter transitare in territorio francese. Questa situazione crea diversi disagi. In stazione si sta provvedendo a fornire servizi igienici in collaborazione con la Caritas e la Croce Rossa. Sono stati montati alcuni moduli di Protezione civile o dei Vigili del fuoco in arrivo da Alessandria per garantire almeno i servizi minimi. Allestire un centro di accoglienza sarebbe inutile perché questi migranti non vogliono assolutamente essere identificati in Italia ma vogliono andare via, molti verso il nord Europa".

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