Laura Ravetto, deputata di FI e presidente dell’organismo parlamentare di controllo sull’attuazione degli accordi di Schengen, spiega le possibili conseguenze del blocco della libera circolazione e auspica un’integrazione della convenzione. Perché sospendere Schengen avrebbe conseguenze negative per l’Italia? «In relazione ai flussi migratori la chiusura non avrebbe alcun impatto positivo per l’Italia, anzi potrebbe costituire un ulteriore aggravio. Chi sbarca sulle nostre coste non viene certamente dai Paesi dell’area Schengen e non verrebbe dissuaso dai cartelli piazzati sul nostro mare. Dalla chiusura dei confini trarrebbero vantaggio Paesi come la Francia che si trincererebbe dietro la scusa della sospensione di Schengen per non far passare veramente più nessuno. L’Italia, invece, non potrebbe certo chiudere le coste e costruire grattacieli di cemento in mezzo al mare. Pertanto rimarebbe esposta ai flussi migratori rimanendo però del tutto isolata dagli altri Paesi europei». La sua posizione è diversa rispetto a quella di Maroni. «Lo stesso Maroni, ascoltato dal Comitato Schengen, che presiedo, ha ribadito che parlava di sospensione di Schengen solo in riferimento all’Expo e non ai flussi migratori». Anche Salvini, oggi si è espresso in maniera dura su Schengen. «Ho letto le sue dichiarazioni, mi sembrano un po’ più nette ma credo che si riferisca soprattutto alla migrazione via terra, con particolare riguardo ad esempio al confine tra Austria e Italia. In ogni caso sarà mia cura confrontarmi anche con Salvini per illustragli le mie perplessità in ordine all’ipotesi di sospendere Schengen». Maroni ha auspicato la creazione di campi profughi Onu in Libia. Può essere una soluzione? «Forza Italia lo dice da sempre. Inoltre il comitato Schengen ha ricevuto gli ambasciatori di Tunisia ed Egitto per valutare la possibilità di creare degli avamposti in Africa. Purtroppo con il governo libico in questo momento non è possibile parlare. Facciamo bene a insistere sulla necessità della solidarietà dell’Europa verso i profughi, così come bisogna ribadire la necessità di mandare indietro chi profugo non è, ma dobbiamo anche insistere affinché tutta la comunità internazionale sia coinvolta. A questa solidarietà non si possono sottrarre neanche gli altri Stati che hanno sottoscritto la convenzione Onu sui diritti dei migranti, come la Tunisia, l’Egitto e gli altri Paesi dell’Africa che queste persone attraversano per arrivare sulle coste, a volte morendo nel deserto. Non si tratta di fare la lotta alla migrazione ma di combattere contro i trafficanti di morte. Maroni ha posto anche il tema dell’equa distribuzione all’interno delle nostre regioni. Le regioni del Nord hanno già integrato tanto, la Lombardia, ad esempio, ha una percentuale media del 13%, mentre la media nazionale è dell’8%». Per quanto riguarda la conservazione dei dati, gli accordi di Schengen privilegiano la privacy a scapito della sicurezza? «Sì, credo che sotto questo punto di vista Schengen andrebbe integrato e si è anche lavorato in questa direzione. Trovo paradossale che, ad esempio, gli attentatori di Charlie Hebdo abbiano potuto tranquillamente prendere degli aerei all’interno dello spazio Schengen senza essere fermati all’aeroporto perchè non esiste un database comune dei passeggeri dei voli nell’area Schengen». Forza Italia sta assumendo una posizione più dura sull’immigrazione sulla scia della Lega? «Forza Italia ha mantenuto sempre la stessa posizione: sì a chi ha titolo per entrare, no ai clandestini».
Ravetto: "Senza Schengen Italia isolata. Sospenderlo ci penalizza"
La presidente della commissione parlamentare sugli accordi Ue: "L'unica soluzione è creare un campo in Libia. L'Europa si assuma le responsabilità"
