«Dal 2008 al 2014 l'Italia ha registrato un crollo sul fronte delle adozioni internazionali, che hanno registrato una diminuzione del 49%: sono numeri drammatici che impongono la necessità di mettere in atto e rafforzare tutti gli strumenti culturali, sociali e istituzionali, oltre agli interventi innovativi, per favorire la ripresa delle adozioni». A lanciare l'allarme è la deputata del Pd e responsabile nazionale del partito per l'infanzia e l'adolescenza, Vanna Iori. Ma secondo Marco Griffini, presidente di AiBi, Amici dei Bambini, Ong che si occupa di adozioni internazionali, il calo «nasce dal fatto che la Commissione adozioni internazionali (Cai) è bloccata. Ci chiediamo il perché e ci chiediamo per quale motivo non si voglia favorire il fenomeno dell'adozione internazionale. Forse il governo vuole mandare avanti l'eterologa?. È un anno e mezzo che la commissione è bloccata - aggiunge Griffini - L'ultima riunione della commissione risale al 23 giugno 2014. L'Italia tradizionalmente si è sempre distinta, mentre le adozioni negli altri Paesi crollavano, da noi aumentavano. Per gli Stati Uniti, Spagna e Francia il calo è iniziato nel 2004, da 25 mila sono arrivati a 7 mila». «Abbiamo già chiesto a Renzi tramite comunicati, incontri e lettere perché si voglia buttare via l'adozione internazionale, che è sempre stata il fiore all'occhiello dell'Italia. Da 4.000 adozioni all'anno, nel 2015 sarà tanto se arriveremo a 1.600 - conclude Griffini - Questa atrofia sta scoraggiando i potenziali genitori italiani: ogni anno 500 coppie rinunciano».
Crollano le adozioni internazionali
«Dal 2008 al 2014 l'Italia ha registrato un crollo sul fronte delle adozioni internazionali, che hanno registrato una diminuzione del 49%: sono numeri drammatici che impongono la necessità di mettere...