La Bbc ha ottenuto un video, scioccante, girato con un telefonino in cui si vede un bambino siriano di 14 anni torturato da jihadisti del sedicente Stato Islamico (Is). Le riprese sarebbero state fatte da un ex jihadista che ha lasciato l’organizzazione e, si legge sul sito web dell’emittente, mostrano le percosse ai danni dell’adolescente, Ahmed, sospeso da terra con una corda che gli stringe i polsi. Due uomini a volto coperto, vestiti di nero dalla testa ai piedi, infieriscono contro il ragazzino: uno è armato con un coltello e una pistola, l’altro ha un kalashnikov. Dalla Turchia, in salvo, Ahmed ricorda con la Bbc questo incubo. «Pensavo ai miei genitori, a mia madre - dice con gli occhi lucidi - Pensavo sarei morto, pensavo che avrei lasciato i miei genitori, i miei fratelli, i miei amici, i miei parenti. Hanno cominciato a frustarmi e poi sono passati alle scariche elettriche per farmi confessare. Ho detto tutto. A ogni scarica urlavo "mamma". Ma appena lo facevo, aumentavano il voltaggio, urlandomi di "non coinvolgere la mamma"». A Raqqa, roccaforte dell’Is nel nord della Siria, Ahmed vendeva il pane. Due uomini un giorno gli hanno chiesto di lasciare una borsa vicino a un luogo di raduno dei jihadisti. Dentro c’era una bomba. I jihadisti dell’Is «pretendono di essere fedeli, religiosi, ma sono infedeli. Fumano - dice - Uccidono la gente». Ahmed era stato condannato a morte ma il boia si sarebbe impietosito, lo ha risparmiato e gli ha permesso di fuggire. Nel frattempo è di almeno 45 morti e 46 feriti il bilancio dell’attentato suicida contro la base militare di Muthanna, in Iraq, dove sono di stanza unità speciali della polizia e milizie appartenenti alla coalizione filo-governativa sciita Mobilitazione Popolare. Secondo fonti delle forze di sicurezza locali, un commando di jihadisti dello Stato Islamico ha attaccato con un carro armato imbottito di esplosivi la struttura, situata vicino al lago di Therthar, circa a metà strada tra Samarra, un centinaio di chilometri a nord di Baghdad, e Falluja, una cinquantina a ovest. Il complesso ospita un vasto deposito di munizioni che è subito saltato in aria, con una serie di deflagrazioni a catena. Le fonti hanno aggiunto che il numero delle vittime appare destinato ad aumentare. Intanto la diplomazia internazionale riesaminerà la strategia anti-Isis alla luce dell’avanzata jihadista in Iraq, Siria e Libia. L’occasione è la riunione ministeriale a Parigi dei rappresentanti dei Paesi della coalizione internazionale che discuterà della situazione militare, politica e umanitaria in Iraq, ma anche dello scenario sempre più preoccupante in Siria. Non ci sarà il segretario di Stato americano, John Kerry, di rientro negli Usa dopo essersi rotto domenica il femore per una caduta in bicicletta nell’Alta Savoia francese e che da Ginevra sta per essere trasferito a Boston. Ci sarà invece il premier iracheno, Haidar Al Abadi. Nonostante l’impegno degli eserciti dei due Paesi e i continui bombardamenti della coalizione, le spietate milizie dell’Isis hanno ha guadagnato sempre più terreno tanto in Iraq che in Siria, dove ora controllano alcune zone chiave.
L’Isis tortura anche i ragazzini
Sulla Bbc le immagini del quattordicenne seviziato dagli jihadisti Altri 45 morti nell’attentato contro una base militare in Iraq
