Attualità

Insieme per dare «nuovi occhi» ai non vedenti

Da 95 anni l’Unione Italiana dei ciechi è dalla parte di chi è affetto dalla patologia

Da 95 anni promuove l’integrazione sociale delle persone con disabilità visiva. L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus (www.uiciechi.it - codice fiscale 01365520582) ha una lunga storia di servizio alle spalle, quasi un secolo, con una prima denominazione appena differente dall’attuale e primo riconoscimento grazie al Regio Decreto 1789 del 1923. Storia particolare quella del suo esordio perché fondata da un gruppo di militari che durante la Prima Guerra Mondiale avevano perso la vista. Aurelio Nicolodi fu il primo presidente, compagno di Cesare Battisti, ufficiale volontario nell’esercito italiano, ferito gravemente sul Carso, al Monte Sei Busi, alta collina che sta di fronte al luogo dove sarebbe poi sorto il monumento del Sacrario di Redipuglia. Da allora per l’Unione è stato un continuo crescendo di attività per far riconoscere allo Stato italiano diritti fondamentali e un più facile accesso ai servizi che, fino ad allora, erano stati negati o comunque erano del tutto problematici. Una lotta continuata nei decenni puntando sul diritto allo studio portato avanti nella scuola comune, lo status giuridico-sociale più corretto nell’ambito del mondo del lavoro, l’indennità da percepire in relazione al grado di danno visivo. Contemporaneamente all’affermazione dei diritti, sono stati messi in campo diversi servizi che oggi coprono un ampio spettro di possibilità e sempre nell’ottica di aiutare ciechi e ipovedenti nella relazione con le macchine statali, regionali e comunali, nel destreggiarsi fra le maglie della burocrazia, degli adempimenti fiscali, riconoscimenti pensionistici, domande di invalidità civile e di disoccupazione, prestazioni previdenziali e sociali nell’ambito dell’Unione Europea e degli stati convenzionati con l’Italia sulla sicurezza sociale e quant’altro sia utile. Sedi nelle province d’Italia riunite nei consigli regionali, dalle Alpi alla Sicilia e sezioni speciali come il Centro nazionale del libro parlato, il Centro nazionale tiflotecnico (nuovi materiali e nuove tecnologie per lo studio, lettura, gioco, il lavoro e altro), l’Istituto per la ricerca, la formazione e la riabilitazione, l’Unione nazionale italiana volontari pro ciechi, il Centro Nazionale di Consulenza e Documentazione Giuridica «Gianni Fucà» (documentazione e raccolta legale), l’Ala, Agenzia per la promozione del lavoro dei ciechi, la sezione Stampa Associativa con pubblicazioni in caratteri standard, in formato Braille, su cassetta e in formato elettronico. Ogni strategia della Onlus è da tempo raccordata con realtà internazionali con le quali spesso si mettono in campo azioni comuni. Comunque il raffronto fra organizzazioni di altre parti del mondo, permette di migliorare l’offerta di servizi e portare avanti azioni giuridiche e politiche a livello europeo e oltre. L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti è connessa con l'Ebu, European Blind Union, il Wbu, World Blind Union e con la Fand, Federazione tra le Associazioni Nazionali Disabili.

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