Attualità

E i radical chic chiedono i danni al leghista

Esposto contro Buonanno sottoscritto dai rom e dall’intellighenzia di sinistra

«Gli zingari sono la feccia della società». Sette parole che hanno convinto gli eurodeputati Barbara Spinelli, Curzio Maltese ed Eleonora Forenza, gli onorevoli Giovanna Martelli, Emanuele Fiano, Stefano Fassina e Ivan Scalfarotto, e poi Moni Ovadia, Dijana Pavlovic e l’associazione Upre Roma a presentare in procura a Roma, attraverso l’avvocato del Foro di Milano, Gilberto Pagani, una querela contro l’eurodeputato della Lega Nord Gianluca Buonanno per i reati di diffamazione e istigazione all’odio razziale. Le affermazioni di Buonanno, pronunciate durante la trasmissione «Piazza Pulita» il 2 marzo scorso, durante la quale era presente anche Pavlovic, vicepresidente dell’Upre, hanno fatto scattare la rabbia del popolo rom, che non ha perso tempo, prendendo carta e penna per scrivere l’esposto contro l’eurodeputato, che secondo i denuncianti ha definito i rom «un popolo di ladri e farabutti». Parole forti che le associazioni ieri mattina nel palazzo di Giustizia di Roma hanno respinto con fermezza, sostenendo che si tratta di discriminazioni razziali contro una «comunità che si trova in Italia dal 1.400». Per i querelanti «si tratta di dichiarazioni che risultano essere non solo molto gravi, ma totalmente avulse da qualsivoglia connessione con l’esercizio delle funzioni proprie di Buonanno in quanto eurodeputato. Affermare che i rom siano la feccia della società eccede qualsiasi diritto di opinione e di critica, integrando soltanto una dichiarazione discriminatoria e razzista, che pertanto non rientra certo tra le competenze di un parlamentare europeo». I rappresentanti del popolo rom ieri hanno voluto sottolineare come in Italia gli vengono consegnate tessere elettorali come cittadini italiani «soltanto per ottenere voti per le elezioni, ma una volta usciti dalla cabina elettorale si dimenticano di noi e continuano a considerarci tutti delinquenti». Per far capire il loro messaggio hanno anche fatto esempi su fatti di cronaca avvenuti a Napoli nei giorni scorsi: «Un uomo ha sparato all’impazzata e ha ucciso diverse persone. Nessuno in Italia ha inneggiato contro i napoletani. L’altra sera c’è stato l’incidente stradale in via Mattia Battistini e invece tutti sono scesi in strada contro i rom». Un paragone che i cittadini del quartiere respingono con fermezza. «Purtroppo la maggior parte dei crimini li commettono gli stranieri e i cittadini che non pagano le tasse come noi, come quelli che vivono nei campi rom, non c’è nessuno che controlla. Se era un italiano alla guida lo arrestavano subito, questi invece chissà dove sono».

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