Studiare e conoscere il mondo, aprire le proprie frontiere mentali. È un’opportunità unica offerta da Intercultura Onlus che da 60 anni lavora per consentire a giovani italiani dai 15 ai 18 anni, di passare un periodo di vita e di studio in famiglie e in scuole all’estero. Quindi, seguire corsi di studi liceali in istituti scelti fra le quasi 60 nazioni collegate, dalla Cina all’Indonesia, dal Venezuela agli Usa, dal Sud Africa alla Turchia, Belgio, Lettonia e Russia. Allo stesso tempo si fanno giungere in Italia studenti stranieri perché vivano un’identica esperienza. Le loro menti si aprono a città nuove, a diversi metodi di studio, a società e culture sconosciute, preparandosi così anche a un possibile futuro lavorativo senza confini. Intercultura Onlus (www.intercultura.it - codice fiscale 80406510588) nata nel 1955, fa parte di una realtà internazionale, la Afs, American field service, che nel 2015 compie un secolo di vita. Inoltre è legata alla Efil, European Federation for Intercultural Learning. Queste affiliazioni permettono alla onlus di avere statuto consultivo all’Unesco e al Consiglio d’Europa, collaborando alla definizione di alcuni progetti dell’Unione Europea. Da parte sua la Afs ha una storia particolare: fondata in Francia nel 1915 dai volontari statunitensi per dare soccorso ai feriti della Prima Guerra Mondiale, con l’esperienza maturata dopo le brutture di quel conflitto e il passaggio della Seconda Guerra, l’Afs si è trasformata in un ente internazionale per lo scambio di studenti e dedicato alla conoscenza fra culture diverse, all’educazione al dialogo. L’idea di sempre: si può scardinare ogni causa di nuove guerre investendo nelle nuove generazioni, nelle capacità di adattarsi dei giovani, nella loro voglia di conoscere, nel fondersi in altre collettività. Da parte sua, Intercultura prese vita in un’Italia che si avviava oltre la pura ricostruzione postbellica, la società mutava profondamente, il mondo aspettava i giovani del futuro. «Offrire il 5 per mille a Intercultura significa sostenere un ambizioso progetto educativo: aprire sul mondo le finestre delle scuole e di portare germi di cittadinanza mondiale nelle nostre famiglie e nelle future generazioni. Ogni anno centinaia di candidati meritevoli, ma privi di risorse finanziarie sufficienti, possono partecipare ai programmi di studio all’estero grazie al fondo borse di studio Intercultura», sottolineano Francesco Falcieri e Roberto Ruffino, rispettivamente presidente e segretario generale della Onlus. L’associazione riesce a inviare ogni anno circa 1.800 giovani a vivere e a studiare all’estero (per periodi fino a un anno). In contemporanea, ne arrivano in Italia circa un migliaio da più parti del pianeta. Poi le conferenze, i corsi di formazione e di aggiornamento sugli scambi culturali, tutti rivolti ai presidi, agli insegnanti e ai volontari Intercultura e di altre associazioni. Negli scorsi anni la Onlus ha avuto diversi riconoscimenti come il Premio della Cultura della Presidenza del Consiglio e il Premio della Solidarietà della Fondazione Italiana per il Volontariato per oltre 40 anni di attività in favore della pace e della conoscenza fra i popoli.
Scambi culturali progettando il futuro
Un anno di studio all’estero ospiti di famiglie
