Attualità

Salernitana, un’altra partita sospetta

Ci sono otto nuove squadre nel mirino degli inquirenti E un «giocatore» maltese che voleva comprare il Rimini per pilotare i match

Spunta Salernitana-Messina del 21 dicembre scorso terminata 1-0, tra le partite finite al centro della vasta inchiesta sul calcioscommesse della Procura della Repubblica di Catanzaro. Un «sistema» di malaffare legato alle combine delle partite nelle leghe minori, che avrebbe coinvolto anche il club di proprietà di Claudio Lotito. L’indagine è esplosiva. Gli investigatori del Servizio centrale operativo della polizia, al comando del dirigente Renato Cortese, hanno scoperchiato un reticolato di corruzione sportiva che coinvolgerebbe sia la Lega pro sia la Lega nazionale dilettanti. Le tangenti avrebbero consentito di controllare gran parte dei campionati, così da veicolare i risultati e consentire a scommettitori legati a doppio filo con ‘ndrangheta e criminalità serba, di fare ricchi incassi. Gli accertamenti hanno permesso di svelare sospette responsabilità di altre otto società. La lente è su Salernitana-Messina, ma anche su Ascoli-Santarcangelo, Reggina-Benevento, Renate-Torres e Viterbese-Nuorese (solo queste ultime della Lega nazionale dilettanti). L’indagine, inoltre, si arricchisce anche di nuovi particolari giunti dagli stessi indagati. Il contributo arriva dal dirigente tecnico e dall’ex presidente del Brindisi Calcio: Vito Morisco e Antonio Flora. I due hanno fatto le prime ammissione. Intanto dallo stesso incartamento investigativo saltano fuori nuovi particolari. Stando agli atti, c’era un obiettivo: comprarsi un club di Lega pro per manipolare tutte le partite del campionato. Nelle mire di un ricco scommettitore maltese era finito il Rimini. Un capitale era già pronto per essere investito, affidando la dirigenza a Ercole Di Nicola, direttore sportivo de L’Aquila, e Massimiliano Solidoro, collaboratore tecnico del Savona. Due personaggi ritenuti tra le menti dell’organizzazione criminale. Il piano era di mettere nelle mani di uno scommettitore di Malta il club del Rimini. Dalle intercettazioni emerge che Solidoro «affermava che un tale “presidente maltese” aveva intenzione di assumere la gestione di una società della Lega Pro italiana». In particolare, era «pronto a investire 250-300mila euro». «Questo presidente qua maltese - dice Solidoro - gli piacerebbe prendere in gestione, cioè la gestione sportiva di una squadra di Lega Pro (…) tipo lui duecentocinquanta-trecento da metterci ce li ha...». «Gli facciamo prendere il Rimini», dice Di Nicola, ribadendo che «facciamogli prendere il Rimini subito...». Stando a quanto interpretano gli investigatori, il piano sarebbe il seguente: «Scegliere l’allenatore cui affidare la guida tecnica della squadra e prendere lui (Solidoro, ndr) la carica di “mezzo responsabile” . Il tutto al solo dichiarato scopo di fare qualunque cosa volessero, le combine».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.