È slittata a settembre l'inaugurazione a Caserta del primo Sacrario Nazionale alla memoria di tutti i caduti nelle missioni di pace, prevista ieri all'eremo di S. Vitaliano in Casola. Il motivo è paradossale: dal Comune di Caserta, che doveva organizzare l’evento, sono partiti solo in parte gli inviti ai parenti delle vittime e alle autorità. Circostanza che ha spinto l’amministrazione a rinviare la cerimonia e ha fatto indignare il tenente colonnello Gianfranco Paglia, medaglia d'oro al valor militare. «Da uomo e da soldato che ha condiviso la paura della morte e il dolore della perdita degli amici non posso permettere un simile arrogante comportamento. Mi sono già scusato personalmente con i familiari e le autorità politiche e militari e farò tutto quanto è nelle mie possibilità per tenere fede alla parola data: Caserta avrà il suo Sacrario», afferma l’ufficiale. «In tutta Italia si stanno celebrando cerimonie in occasione del centenario della Grande Guerra, numerose le attività svolte nelle scuole, grazie ad un protocollo siglato tra Miur e Difesa. La città in cui vivo - sottolinea Paglia - ha invece perso l'occasione di essere protagonista assoluta in questa ricorrenza così importante». «Caserta - prosegue - è una delle città da cui partono puntualmente i soldati per difendere i più deboli delle Nazioni in cui sono impegnati. Proprio per questo è stata scelta come luogo per il Sacrario, che doveva essere inaugurato alla presenza del ministro Pinotti, dei Capi di Stato Maggiore ma soprattutto alla presenza dei familiari dei nostri caduti. Purtroppo questo non è avvenuto», conclude Paglia, convinto che l'evento avrebbe meritato «giusta attenzione».
Niente inviti, niente Sacrario per i caduti
Figuraccia del Comune di Caserta coi parenti delle vittime delle missioni di pace Rinviata a settembre l’inaugurazione prevista ieri all’eremo di San Vitaliano
