Attualità

Gli studenti assediano Montecitorio

Da ieri fino a domani sit-in contro il ddl Buona Scuola con i sindacati Oltre al blocco degli scrutini si minacciano «ulteriori scioperi» LEGGI ANCHE Il Prof che su YouTube smonta la riforma

La tre giorni di proteste per bloccare l’iter del ddl Buona Scuola è già entrata nel vivo. Mentre gli studenti, ieri hanno sceneggiato un sit in a Montecitorio con tanto di lavagna simil-Renzi con su scritto «La Buona Scuola siamo noi» e slogan anti-riforma, in Aula si votavano «a garganella» gli articoli più contestati della riforma. Nel primo pomeriggio passava l’articolo 8 con alcune modifiche agli ambiti territoriali e agli idonei del concorso 2012. Risolto il nodo dei vicepresidi che faranno parte dell'organico funzionale. La maggioranza invece continuava a lavorare per trovare un accordo sugli idonei al concorso 2012, inserendo una modifica nel ddl. La proposta Pd è anticipare al 1° settembre 2015 la loro assunzione (quindi con il Piano straordinario) e non nel 2016, come previsto da un emendamento approvato dalla commissione Cultura. Poi in serata l’aula approvava con 214 voti a favore e 100 contrari il «famigerato» articolo 9 su «competenze del dirigente scolastico». Tra le maggiori novità sull'articolo 9 apportate dall'aula quella che prevede che il dirigente scolastico, nel conferire gli incarichi ai docenti di ruolo assegnati all'ambito territoriale di riferimento non può darsi incarichi a professori «incompatibili» perché legati da rapporti di parentela entro il secondo grado. Un altro emendamento approvato prevede che «per il triennio 2016-2018 possono essere attribuiti incarichi temporanei di livello dirigenziale non generale di durata non superiore a tre anni per le funzioni ispettive». Una pausa di un’ora e dopo cena tutti al lavoro per dare una svolta all'art. 10, quello sul piano straordinario di immissioni in ruolo e l'indizione dei concorsi a cattedra. Il piano prevede 100.701 assuzioni. La discussione si è incentrata principalmente su un emendamento del Pd che prevede l'assunzione di tutti gli idonei vincitori del concorso a cattedre 2012 anche «per gli anni successivi al 1° settembre 2016» e cioè «sino all'esaurimento dei soggetti aventi titolo». Per il resto le immissioni in ruolo riguardano gli iscritti a pieno titolo, alla data di entrata in vigore della presente legge , nelle graduatorie ad esaurimento del personale docente. La maggioranza ha votato anche contro il coinvolgimento dei docenti iscritti alle GI. C’è stato uno scontro tra l'ex ministro Gelmini e i deputati Pd. Gelmini aveva presentato, infatti, un emendamento per il coinvolgimento degli abilitati di seconda fascia sostenendo che la loro esclusione avrebbe causato una disparità di trattamento con i docenti delle SSIS iscritti nelle GaE. È stata zittita dalla Ghizzoni: «È la prima volta che la Gelmini si interessa ai precari». La discussione del provvedimento proseguirà pure oggi. Come anche il sit-in di protesta organizzato dall’Unione degli Studenti a piazza Montecitorio. Ci saranno pure i «vituperati» sindacati di categoria che invano continuano a chiedere un confronto immediato con il Governo e il Movimento 5 Stelle che ieri mattina si è messo a fare volantinaggio davanti a un liceo della Capitale. Il sit-in proseguirà anche domani in concomitanza con il voto finale. Poi il provvedimento passerà al vaglio del Senato dove si potrà ancora tentare qualche «aggiustamento». Studenti e sindacati non si daranno per vinti fino alla fine. La lotta continua «perchè il governo non ha fatto alcun passo indietro e ha anche tentato di dividere studenti e docenti» ha spiegato Giacomo Zolezzi dell'Unione degli studenti. «Noi - ha continuato lo studente - diciamo quindi agli insegnanti di procedere anche con il blocco degli scrutini. È meglio rinunciare infatti agli scrutini per qualche giorno piuttosto che ritrovarsi con scuole di serie A e di serie B e con dei presidi che fanno quello che vogliono». Se i Cobas incitano al blocco degli scrutini («che si farà- dice una prof «ma non sposterà di una virgola il Governo») gli altri sindacati rincarano la dose. «In assenza di risposte concrete le lotte continueranno a partire dai presìdi a Montecitorio e in tutta Italia fino a domani – ha annunciato Domenico Pantaleo segretario generale della Flc – Non escludiamo nulla compresi ulteriori scioperi e non ci faremo intimidire da nessuno. Discuteremo con il personale della scuola, con gli studenti e le famiglie dell'andamento del confronto e su come proseguire le lotte, ricercando sempre il massimo consenso. La nostra gente ci chiede unità, ma anche coerenza, sono in gioco la scuola della Costituzione e la democrazia». Insomma la guerra è appena iniziata.

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