La tre giorni di proteste per bloccare l’iter del ddl Buona Scuola è già entrata nel vivo. Mentre gli studenti, ieri hanno sceneggiato un sit in a Montecitorio con tanto di lavagna simil-Renzi con su scritto «La Buona Scuola siamo noi» e slogan anti-riforma, in Aula si votavano «a garganella» gli articoli più contestati della riforma. Nel primo pomeriggio passava l’articolo 8 con alcune modifiche agli ambiti territoriali e agli idonei del concorso 2012. Risolto il nodo dei vicepresidi che faranno parte dell'organico funzionale. La maggioranza invece continuava a lavorare per trovare un accordo sugli idonei al concorso 2012, inserendo una modifica nel ddl. La proposta Pd è anticipare al 1° settembre 2015 la loro assunzione (quindi con il Piano straordinario) e non nel 2016, come previsto da un emendamento approvato dalla commissione Cultura. Poi in serata l’aula approvava con 214 voti a favore e 100 contrari il «famigerato» articolo 9 su «competenze del dirigente scolastico». Tra le maggiori novità sull'articolo 9 apportate dall'aula quella che prevede che il dirigente scolastico, nel conferire gli incarichi ai docenti di ruolo assegnati all'ambito territoriale di riferimento non può darsi incarichi a professori «incompatibili» perché legati da rapporti di parentela entro il secondo grado. Un altro emendamento approvato prevede che «per il triennio 2016-2018 possono essere attribuiti incarichi temporanei di livello dirigenziale non generale di durata non superiore a tre anni per le funzioni ispettive». Una pausa di un’ora e dopo cena tutti al lavoro per dare una svolta all'art. 10, quello sul piano straordinario di immissioni in ruolo e l'indizione dei concorsi a cattedra. Il piano prevede 100.701 assuzioni. La discussione si è incentrata principalmente su un emendamento del Pd che prevede l'assunzione di tutti gli idonei vincitori del concorso a cattedre 2012 anche «per gli anni successivi al 1° settembre 2016» e cioè «sino all'esaurimento dei soggetti aventi titolo». Per il resto le immissioni in ruolo riguardano gli iscritti a pieno titolo, alla data di entrata in vigore della presente legge , nelle graduatorie ad esaurimento del personale docente. La maggioranza ha votato anche contro il coinvolgimento dei docenti iscritti alle GI. C’è stato uno scontro tra l'ex ministro Gelmini e i deputati Pd. Gelmini aveva presentato, infatti, un emendamento per il coinvolgimento degli abilitati di seconda fascia sostenendo che la loro esclusione avrebbe causato una disparità di trattamento con i docenti delle SSIS iscritti nelle GaE. È stata zittita dalla Ghizzoni: «È la prima volta che la Gelmini si interessa ai precari». La discussione del provvedimento proseguirà pure oggi. Come anche il sit-in di protesta organizzato dall’Unione degli Studenti a piazza Montecitorio. Ci saranno pure i «vituperati» sindacati di categoria che invano continuano a chiedere un confronto immediato con il Governo e il Movimento 5 Stelle che ieri mattina si è messo a fare volantinaggio davanti a un liceo della Capitale. Il sit-in proseguirà anche domani in concomitanza con il voto finale. Poi il provvedimento passerà al vaglio del Senato dove si potrà ancora tentare qualche «aggiustamento». Studenti e sindacati non si daranno per vinti fino alla fine. La lotta continua «perchè il governo non ha fatto alcun passo indietro e ha anche tentato di dividere studenti e docenti» ha spiegato Giacomo Zolezzi dell'Unione degli studenti. «Noi - ha continuato lo studente - diciamo quindi agli insegnanti di procedere anche con il blocco degli scrutini. È meglio rinunciare infatti agli scrutini per qualche giorno piuttosto che ritrovarsi con scuole di serie A e di serie B e con dei presidi che fanno quello che vogliono». Se i Cobas incitano al blocco degli scrutini («che si farà- dice una prof «ma non sposterà di una virgola il Governo») gli altri sindacati rincarano la dose. «In assenza di risposte concrete le lotte continueranno a partire dai presìdi a Montecitorio e in tutta Italia fino a domani – ha annunciato Domenico Pantaleo segretario generale della Flc – Non escludiamo nulla compresi ulteriori scioperi e non ci faremo intimidire da nessuno. Discuteremo con il personale della scuola, con gli studenti e le famiglie dell'andamento del confronto e su come proseguire le lotte, ricercando sempre il massimo consenso. La nostra gente ci chiede unità, ma anche coerenza, sono in gioco la scuola della Costituzione e la democrazia». Insomma la guerra è appena iniziata.
Gli studenti assediano Montecitorio
Da ieri fino a domani sit-in contro il ddl Buona Scuola con i sindacati Oltre al blocco degli scrutini si minacciano «ulteriori scioperi» LEGGI ANCHE Il Prof che su YouTube smonta la riforma
