L’opera di San Giovanni Bosco dà sempre ottimi frutti, in Italia e nel mondo. «La prima felicità di un fanciullo è sapersi amato», queste le sue parole, di uomo sempre vicino ai bambini e ai giovani con l’obiettivo di dare loro un sicuro avvenire in una società buona e migliore. Oggi la Fondazione «Don Bosco nel Mondo» (codice fiscale 97210180580) ha raggiunto diversi traguardi e se ne pone altri. Le assegnazioni del 5 per mille grazie alle nostre dichiarazioni dei redditi, sono un contributo fondamentale. La Fondazione (www.donbosconelmondo.org) sta curando due grossi progetti e ne ha iniziati altri sette. I primi due riguardano il Niños de plomo, a Lima, in Perù e lo Smit area literacy project in 20 villaggi di Mawryngkneng (Meghalaya), in India, accomunati dalla situazione di grande bisogno delle popolazioni e dalle criticità ambientali e di sviluppo. La lotta nelle baraccopoli di Puerto Nuevo, nel distretto di Callao, periferia di Lima, è la contrapposizione a realtà violente, della droga, luogo già minato dalla contaminazione da piombo per lo stoccaggio e il trasporto verso il porto del minerale che contiene questo metallo. La Fondazione ha dato vita alla «Casa de los Jóvenes», a una biblioteca digitale, programmi per l’apprendimento, laboratori di espressione culturale, artistica e di formazione, supporto psicosociale a bambini e ragazzi con problemi di droga e di violenza e aiuto ai loro genitori per accompagnarli nel recupero. Nel Nord-Est dell’India, in 20 villaggi di Mawryngkneng, ai bambini è stata data un’istruzione primaria reale: una scuola nel villaggio di Smit, corsi di formazione per gli insegnanti, animazione e coinvolgimento dei piccoli in attività extrascolastiche con i Children club, sensibilizzazione dei genitori sull’accompagnamento dei figli nell’istruzione. Sette nuovi progetti in sei nazioni, Brasile, Guinea, Sierra Leone, Albania, Ucraina e Myanmar, tutti con un obiettivo: tutela della sicurezza e della salute di minori senza famiglia, cibo e cure mediche. Due in Brasile, nelle città di Rondonpolis (Mato Grosso) e di Lins (San Paolo), per proteggere bambini e adolescenti esposti al rischio sociale e alla dipendenza da droghe. Per Lungi, in Sierra Leone, paese devastato dal virus Ebola, la Fondazione acquista e distribuisce sacchi di riso e di beni alimentari per ridurre la fame tra la popolazione in situazione di povertà estrema, con ovvio beneficio per la loro salute. Si lavora per ridurre l’isolamento delle famiglie in quarantena. In Guinea, a Kankan e in Myanmar, a Pha Latt (regione di Wa), si opera per la formazione professionale contrastando disoccupazione e insicurezza economica dei ragazzi ridotti in povertà dando l’accesso all’istruzione secondaria e a competenze lavorative. In Albania la Fondazione affianca i Salesiani di Tirana nei servizi sociali dedicati ai bambini e agli adolescenti di strada. A Lviv, in Ucraina, si dà sostegno alla Casa-Famiglia Pokrova dei Salesiani di Don Bosco, popolata da piccoli e adolescenti vulnerabili e soli.
Fondazione Don Bosco a difesa dei bamb ini
Nove progetti in tutto il mondo per ridare il sorriso ai minori che vivono in situazioni estreme
