Dietro le quinte degli Studios regna ormai il caos, e di Cinecittà, oltre una vetrina per incuriosire turisti, resta ben poco. Oggi i gloriosi studi cinematografici di via Tuscolana sono un fazzoletto di Roma senza più arte né parte, e senza farci abbindolare dal percorso museale e dall’imponente ricostruzione di Roma Antica, ce ne andiamo un po’ a zonzo per i suoi 40 ettari con la Nikon a tracolla. Che non sia più il Paese delle Meraviglie di un tempo, ce ne accorgiamo subito, tra colline di materiale di risulta, cataste di legno e ferro semisommerse dall’erba alta, parti di scenografie crollate, edifici pericolanti dove nemmeno più l’eternit riesce a fermare il passare degli anni. La fascia perimetrale di otto ettari su cui dovrebbero sorgere le nuove strutture ricettive è nel caos totale, a cominciare dai cancelli che dovrebbero servire da uscite carrabili di sicurezza per gli studios, bloccati da piante e rovi. Cinecittà è apparenza allo stato puro. Tutto il resto è allo stato selvaggio. Il sospetto, ci spiega la nostra guida, è che la società abbia volutamente lasciato morire questi spazi dove saranno realizzati un albergo extra lusso, un parcheggio, una struttura ricettiva con boutique e ristoranti. Ma voltiamo l’angolo. Dietro le ricostruzioni di Roma antica e di Assisi, set di Francesco, ci troviamo davanti a una discarica, anche se una volta era il set di Gangs of New York. Resta qualche catapecchia pericolante. Siamo accolti da sinistri scricchiolii e tonfi sordi. Le assi di legno si staccano dalle impalcature. La sensazione è di trovarsi in un paese fantasma del vecchio west. Benvenuti nel dietro le quinte di Cinecittà, deposito a cielo aperto di materiali e immondizia semisotterrati da terra ed erba alta. C’è di tutto, perfino la riproduzione di un motoscafo d’altura. Vecchie baracche stracolme e pericolanti si susseguono lungo la via sterrata che fa da perimetro agli studios. E ancora cataste di assi in legno e tubi innocenti ricorperti di vegetazione. Fusti di oli e carburanti abbandonati. Impianti per l’areazione dei teatri di posa arrugginiscono ad ogni angolo.
Così hanno lasciato che cadesse tutto a pezzi
Dietro le quinte degli Studios regna ormai il caos, e di Cinecittà, oltre una vetrina per incuriosire turisti, resta ben poco