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Tre algerini fuggono dal jet in decollo

Hanno aperto il portellone e si sono calati lungo lo scivolo d’emergenza. Ricerche in corso

Hanno ascoltato, rapiti, le indicazioni degli assistenti di volo sull’apertura delle uscite d’emergenza. Quindi, pochi istanti prima di decollare, hanno messo in pratica la lezione da poco imparata catapultandosi sulla pista dall’aereo in movimento. La fuga rocambolesca di tre algerini, mercoledì sera, all’aeroporto di Fiumicino. Ventuno anni il più giovane, 27 il più vecchio – denunciati per immigrazione clandestina e attentato alla sicurezza dei trasporti – erano atterrati a Roma con un volo da Algeri per esser nuovamente imbarcati su un Airbus Alitalia AZ702 in partenza per Istanbul alle 21,40 insieme a 18 connazionali, 95 passeggeri e 6 membri dell’equipaggio. Decisi a restare nella Capitale, hanno aggirato la scorta delle forze dell’ordine, lanciandosi dal velivolo che aveva già raggiunto i 50 chilometri orari. Liberi di agire indisturbati, con gli assistenti seduti ai propri posti e con le cinture allacciate, hanno forzato il portellone d’emergenza accanto ai loro sedili azionando automaticamente lo scivolo che gli ha regalato un «morbido» atterraggio sulla pista. Il panico e le urla di terrore degli altri passeggeri hanno anticipato di un soffio la spia luminosa che ha segnalato al comandante in cabina l’apertura del portellone, permettendo così ai piloti di fermare immediatamente l’aereo e di rientrare nella piazzola di sosta dalla quale da poco si era mosso. I tre algerini – sui quali già pendevano provvedimenti di respingimento – si sono dileguati nel buio dei campi intorno allo scalo romano prima che la polizia di frontiera riuscisse a raggiungere la pista. Immediate e lunghe le ricerche dei fuggitivi, «evasi» come tanti altri clandestini dalla rete che delimita l’aeroporto. Il traffico aereo in fase di decollo e atterraggio è stato sospeso al Leonardo Da Vinci per non intralciare le operazioni degli agenti a caccia degli stranieri. «La storia si ripete da tempo – conferma uno steward Alitalia -, sempre in quella tratta creata più o meno un anno fa. Gli algerini acquistano regolarmente il biglietto Algeri-Istanbul via Roma. Arrivati nella Capitale vengono fatti scendere in transito, come accade in tutti i voli. Mentre prima non si presentavano al gate e uscivano dall’aeroporto indisturbati, da qualche mese, dopo numerosi casi di stranieri fuggiti, vengono accompagnati dalla polizia che li viene a prendere sotto bordo per tenerli dentro il bus o in una stanza. Con gli agenti di guardia non hanno altra soluzione se non quella di sparare lo scivolo durante il rullaggio, rischiando di esser risucchiati dai motori». Per evitare l'ingresso in Italia dei nord africani che si imbarcano da Algeri per Istanbul senza bisogno di visto, nell'ottobre scorso la polizia di frontiera ha messo in atto un piano che prevede il presidio delle forze dell'ordine nella fase di transito di questo volo. Grazie a questa procedura sono stati circa mille gli immigrati fatti rimpatriare. «Quanto accaduto non poteva in alcun modo essere previsto – precisano dalla Questura -. I tentativi di fuga degli algerini sono già noti e, per questo motivo, la Polizia di Fiumicino, da oltre sei mesi, adotta misure straordinarie di controllo e di sicurezza. La scelta disperata dei tre algerini dimostra la totale impossibilità di individuare altre vie di fuga, rimarcando così l'ottimo lavoro svolto dalla Polizia di Stato. Suscita perplessità il fatto che i tre abbiano potuto aprire le uscite di sicurezza senza incontrare alcuna difficoltà».

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