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Paradiso selvaggio tutto da scoprire

Natura incontaminata, mare da sogno e panorami indimenticabili Dal Villaggio di Tiscali a Punta Pittulongu spiagge da «cinema»

Isola selvaggia dov’è dolce naufragare. Innamorarsi. Divertirsi. Acculturarsi, rilassarsi e praticare il vip watching sotto il solleone, facendo a gara a chi avvista più volti noti. Per anni la Sardegna è stata questo ma anche un’isola di minatori, pastori, banditi e drammi deleddiani. Fin quando le sue bellezze naturali si sono fortemente impresse nell’immaginario collettivo. È stato allora che la regione è diventata un paradiso cinematografico. Da «Voyage du Roi Humbert Ier en Sardaigne» di Francesco Felicetti (girato ai tempi di Lumiere, nel 1899), che racconta la visita del Re Umberto I nell’isola, a James Bond, con Roger Moore e Barbara Bach atterrati in Costa Smeralda e poi trasferiti a Palau, Santa Teresa di Gallura, Cala di Volpe, Capo Caccia, Porto Cervo e San Pantaleo (Olbia), si perde il conto di set ambientati in Sardegna fingendo di essere ai Caraibi, Messico e Scozia. Che dire del celeberrimo «Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto» di Lina Wertmuller, con protagonisti Mariangela Melato e Giancarlo Giannini nel ruolo dei due naufraghi? Il film, fu ambientato nella costa orientale dell’isola: Cala Fuili (Dorgali), Cala Luna (Baunei), Capo Comino (Siniscola) e Arbatax. Nella spiaggia rosa di Budelli, la più famosa spiaggia dell’arcipelago della Maddalena, Antonioni girò una bellissima sequenza di «Deserto Rosso» (1964), il suo primo film a colori: è la scena della favola raccontata da Monica Vitti. Ancora oggi è possibile cavalcare nelle dune di Piscinas, rimasta più o meno agli anni in cui Carrol Ballard girò «Black stallion» (1979) di Carroll Ballard prodotto da Francis Ford Coppola. Un’altra importante produzione fu quella che riguardava il film «La scogliera dei desideri» (1968) con Elizabeth Taylor e Richard Burton, girato in parte a Capo Caccia e Alghero. Anche se tra le più note pellicole girate nell’isola e tratte dalle opere di Grazia Deledda, scrittrice vincitrice del premio Nobel, resta ancora oggi «Proibito» di Mario Monicelli, con Mel Ferrer e Amedeo Nazzari. Film del 1954, racconta la storia del giovane parroco Don Paolo che ritorna nell’isola e si trova coinvolto in una faida. Le riprese vennero realizzate a Tissi, nella chiesa di Saccargia e nei dintorni di Ardara. Luoghi da visitare almeno una volta nella vita anche secondo i sardi che (su Facebook) hanno segnalato 56 meraviglie. Al primo posto c’è però Cala Mariolu, una spiaggia formata da piccoli sassolini bianchissimi tanto da abbagliare che si trova nel Golfo di Orosei. Il secondo posto più consigliato è Villaggio di Tiscali nel Comune di Oliena e Dorgali, sito archeologico di epoca nuragica che domina la valle di Lanaittu. Nasce da una frana del 1962 la Cala Coloritzé, monumento naturale famoso per il suo pinnacolo alto 143 metri. Quarto posto per l’arcipelago al largo della Costa Smeralda che comprende Caprera, Santo Stefano, Spargi, Budelli, Santa Maria e Razzoli ed è un'area protetta marina e terrestre. Quinto posto per Chia nel Golfo degli Angeli in cui, nel susseguirsi di dune (tra le più belle Su Giudeu e Cala Cipolla) i fenicotteri rosa trovano il loro habitat ideale. Dove secondo i sardi è racchiuso lo spirito libero e selvaggio dell’isola è nella gola di Su Gorropu (Gola di Gorropu), il canyon del Supramonte: è un must. Si trova tra i Comuni di Orgosolo e Urzulei e si raggiunge attraverso un percorso escursionistico di tre ore lungo il sentiero Sedda ar Baccas. Meritevoli anche Stintino e la Barbagia. A Punta Pittulongu si apre invece un tratto spettacolare di costa, appena a nord del Golfo di Olbia, punteggiato da rocce granitiche rosa e spruzzi di macchia mediterranea.

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