Sono 1.989. Esattamente il 9,94 per cento di ventimila. È la quota italiana di richiedenti asilo di cui il nostro Paese dovrà farsi carico in un anno, tra il 2015 e il 2016. Una proposta di redistribuzione temporanea avanzata ieri dalla Commissione europea che, per la prima volta, si fa carico di una parte dei disperati approdati sulle coste siciliane e di quelli a venire. Ogni anno, fino al 2020, l’Italia dovrà infatti accogliere e «gestire» i circa duemila rifugiati provenienti dai campi profughi non europei, soprattutto quelli che sono fuggiti dalla guerra civile in Siria, e il 12 per cento dei migranti che arriveranno sui barconi, una percentuale difficile da calcolare perché dipende dai flussi. Verranno inoltre rafforzate le capacità e i mezzi delle operazioni di controllo e salvataggio nel Mediterraneo (Triton) e varata un’operazione di politica di sicurezza e di difesa comune (Psdc) contro i trafficanti di esseri umani. Il piano si divide in due punti. Il primo riguarda il resinsediamento (resettlement) sul Vecchio Continente dei ventimila rifugiati all’anno e che si trovano fuori dall’Ue. Il criterio di distribuzione si basa su quattro criteri: numero di abitanti del Paese ospitante, Prodotto interno lordo, numero di profughi già presenti e tasso di disoccupazione. La Commissione europea propone anche di distaccare i funzionari di collegamento per la migrazione presso le delegazioni dell'Ue nei Paesi terzi strategici, modificare la base giuridica di Frontex per potenziarne il ruolo in materia di rimpatrio, e incentivare una nuova politica di migrazione legale. In base a questi criteri, i Paesi dell'Ue che dovrebbero accogliere il maggior numero di rifugiati da Paesi esterni all'Ue sono la Germania (3.068), Francia (2.375), Regno Unito (2.309), Italia (1.989) e Spagna (1.549). La Commissione ha anticipato che Paesi come il Regno Unito, l'Irlanda e la Danimarca potranno rimanere fuori dall'applicazione di questa misura, che sarà concretizzata a fine mese,come previsto dalle clausole di «opting out» dei Trattati europei. L'Olanda, il Portogallo e il Belgio dovranno accettare rispettivamente 732, 704 e 490 rifugiati. L'esecutivo comunitario si è offerto di appoggiare questi sforzi degli Stati membri nei prossimi due anni con 50 milioni di euro aggiuntivi. Poi c’è la «relocation», o redistribuzione dei migranti che giungono sulle coste e dei richiedenti asilo che sono già in Europa. La maggiore concentrazione è in Germania e Svezia, secondo dati Eurostat. Le quote vanno dallo 0,85% del Lussemburgo al 18,42% della Germania. In Francia dovrà esserne accolto il 14,17%, in Italia l'11,84%, in Spagna il 9,10%, in Polonia il 5,64%. Secondo i calcoli di Bruxelles, i Paesi che dovranno accettare più richiedenti asilo, a cui poi potranno concedere o meno lo status di rifugiati, sono Germania, Francia, Italia e Spagna; e quelli che invece ne accoglieranno meno sono Cipro, Malta e Lussemburgo. Ma noi, in quanto Paese di approdo per la maggior parte dei migranti, dovremmo aver già ampiamente superato la quota prevista per la redistribuzione.
All’Italia in regalo duemila profughi
La proposta della Commissione europea sulla redistribuzione di migranti LEGGI ANCHE Mogherini esulta per un pugno di mosche
