Pedinata da quell’uomo che la fissava ostinatamente. Seguita fin dentro la macchina, dove sperava di trovare riparo. Presa a schiaffi, strattonata, minacciata dall’energumeno che forte e spietato le abbassava la testa per obbligarla ad un rapporto orale. L’ennesima vittima di una violenza sessuale, stavolta solo tentata e fallita grazie alla «forza della disperazione», è una dirigente comunale. Una donna, Gabriella Saracino, che per lavoro avrà aiutato chissà quante giovani succubi di molestie. La 59enne numero uno dei Servizi Sociali di Ostia, eletta dal Sindaco Marino dopo il rinnovo generale dei dirigenti del X Municipio, lunedì sera ha vinto contro il maniaco che l’ha seguita dall’uscita del lavoro – l’ufficio del X Municipio in via Passeroni - fin dentro alla sua auto con i pantaloni aperti e abbassati. Salva lei, in manette lui: bloccato e arrestato poco dopo dagli agenti del Commissariato Lido. Dottoressa Saracino, il Suo volto tumefatto racconta di una lotta disperata. «Lo è stata. Quell’uomo mi è piombato in macchina con un balzo. Mi ha bloccato con quelle braccia muscolose, mi ha schiaffeggiata con quelle mani grosse e mi gridava "Zitta, non urlare"». Ci racconta cosa è successo? «Ero appena uscita dall’ufficio, quell’uomo si è seduto dentro la mia macchina prima che potessi bloccare la sicura. Mi ha bloccata, picchiata, toccata. Io mi dimenavo, ma soprattutto agitavo le gambe da fuori lo sportello aperto nella speranza che la gente ancora in strada a quell’ora (erano le 20,30) si fermasse ad aiutarmi». Invece nulla. «Io gridavo, mi agitavo. Quell’uomo mi picchiava e avevo la percezione di esser sola. Nessuno si fermava ed è stato allora che ho pensato "È finita. O svengo o mi spezza l’osso del collo"». Ha ribaltato i pronostici più quotati, avendo la meglio su un ex pugile. «È stato un guizzo scaturito dalla forza della disperazione. Sapevo che non avrei potuto fare affidamento sulla mia forza, figuriamoci: non faccio neanche sport. Così ho ragionato e quando lui mi ha tappato la bocca per non farmi più gridare ho stretto i denti più forte che potevo sul suo dito. Sentivo il sapore del sangue in bocca, ma sapevo che non potevo mollare la presa. Gli ho staccato quasi la falange, lui a quel punto ha desistito ed è scappato. In ospedale mi hanno chiesto come avessi fatto, visto che loro lo hanno dovuto tenere in due». A quel punto almeno un passante si è fermato a soccorrerla? «È stata solo una donna, molto più giovane di me, ad aiutarmi. Le sarò grata per sempre perché lei, mentre tutti gli altri tiravano dritto, ha avuto il coraggio di inchiodare la macchina e aiutarmi, sporca ovunque del sangue di quell’uomo. Mi sono letteralmente buttata sulle macchine che passavano, gridavo "aiuto, fermatelo"». Si è sentita abbandonata? «Ho toccato con mano la paura della gente, che razionalmente capisco. E ho provato un senso di impotenza incredibile. Per fortuna un ragazzo che faceva jogging ha chiamato il 113: i poliziotti sono intervenuti subito». Vuole lanciare un messaggio? «Mai girarsi dall’altra parte, pensando che la cosa non ci riguardi. La solidarietà e l’attenzione nei confronti del prossimo sono fondamentali, sempre». L’aggressore, Dariusz Baglaj 51enne, è stato rintracciato in via Mar Rosso poco dopo dagli agenti di Ostia e arrestato per tentata violenza sessuale. Alle spalle un altro tentato stupro nel 2001 e un sequestro di persona.
"Gli ho quasi staccato un dito a morsi"
Parla Gabriella Saracino, dirigente del X Municipio vittima del tentato stupro: "Mi ha seguita, s’è infilato in macchina e mi ha picchiato. Ma mi sono difesa"
