Una rete di «rapporti» che il ginecologo dei vip della Capitale, Claudio Giorlandino, avrebbe sfruttato per portare a termine il suo piano: «annientare» psicologicamente ed economicamente la sorella Mariastella e il marito Carlo De Martino. C’erano i pedinamenti e le minacce alle due vittime. Ma anche le calunnie: «Mi ha mandato un killer per uccidermi», rivela in una telefonata alla sua intima amica, l’ex ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo. Sono gli atti investigativi dei carabinieri del Nucleo operativo Eur a restituire uno spaccato legato all’inchiesta che il 13 aprile scorso ha portato in manette il ginecologo, titolare del noto centro diagnostico Artemisia. Con lui erano finiti in arresto il brigadiere dei carabinieri Biagio Di Mauro, fino a poche settimane fa capo della scorta del presidente del Copasir, e il funzionario regionale Antonio Mercuri, distaccato al Comune di Roma. Nei loro confronti sono ipotizzati, a vario titolo, i reati di stalking, corruzione e concorso in rivelazione del segreto d’ufficio. LA CAMPAGNA DENIGRATORIA Stando agli atti, sarebbe emersa l’esistenza di «un sodalizio criminale capeggiato da Claudio Giorlandino, che coadiuvato da professionisti e pubblici ufficiali, associati tra loro e operando di comune accordo, con fredda determinazione spiano e controllano nell’arco delle 24 ore Mariastella Giorlandino e il marito De Martino, mediante pedinamenti e osservazioni». Ed è proprio in questo contesto che il ginecologo avrebbe organizzato una presunta campagna denigratoria contro la sorella. EX MINISTRO PRESTIGIACOMO Così, Giorlandino avrebbe messo su una struttura di indagini illecite, grazie alla compiacenza di militari dell’Arma, che avrebbero piegato la loro funzione agli interessi del medico. Ma non solo. Giorlandino si sarebbe mosso a diverse sfere per «infangare» il nome della sorella. Ne parla addirittura con l’ex ministro Prestigiacomo. Una telefonata tutta da raccontare, in quanto potrebbe aprire nuovi e più allarmanti scenari anche contro quelle che, allo stato, sono reputate vittime. Il ginecologo, annotano negli atti gli investigatori, «parla con Stefania Prestigiacomo (…) in merito ai fatti oggetto d’indagine, riferendosi alla controversia in atto con la sorella Mariastella e De Martino». «IL KILLER» L’ex Ministro ascolta stupefatta l’amico che dice: «Non la sento (la sorella, ndr), ma quel delinquente che sta con lei (De Martino, ndr), un mascalzone, per fortuna ora i magistrati se ne stanno accorgendo, è un calunniatore, fa carte false continuamente, un delinquente, un vero delinquente, speriamo che i magistrati si diano da fare, non fanno altro che fare carte false, imbrogli, hanno amicizie strane con gente pericolosa». La Prestigiacomo tenta una mediazione: «Ma non vi vedete…non riuscite a riavvicinarvi?». «No – precisa l’uomo - l’ultima volta che mi mandò il killer che però mi dice il maresciallo che sia sparito…quel killer che mi ha mandato, che ti ho detto che si chiama Spadone, un killer vero e proprio…davvero eh! Me l’ha mandato lui (De Martino, ndr) perché poi siamo riusciti a capire che era lui, me l’ha mandato lui e non mia sorella…io ho paura di questa gente, ho il terrore, mi dice il maresciallo dei carabinieri: "Stia attento dove lascia la macchina…cambi percorso!"…stiamo a questi livelli». CALUNNIA SUL GIUDICE CIVILE Chiunque avesse avuto un atteggiamento favorevole alle posizioni di Mariastella Giorlandino sarebbe diventato un nemico, da denigrare e calunniare. È così per un giudice del Tribunale civile di Roma, che in un procedimento sulla divisione societaria tra i fratelli Giorlandino dà ragione a Mariastella. Il ginecologo si scatena in una telefonata con un uomo non identificato, arrivando ad affermare che il «giudice è stato corrotto». Si tratta di una calunnia contro il magistrato, che finisce vittima in questa complessa macchinazione. Claudio Giorlandino ne parla con una persona non identificata che utilizza un’utenza intestata allo studio Scalia e Associati. «Durante la conversazione – riassumono gli investigatori – parlano della controversia in atto per quanto riguarda il marchio Artemisia con la sorella e il cognato (…) Claudio Giorlandino, riferendosi certamente alla sorella Mariastella e al cognato, afferma esplicitamente che hanno corrotto il giudice (…) per avere una sentenza favorevole in sede civile».
Giorlandino: "Voleva uccidermi, ha mandato un killer"
Il ginecologo parla con l’ex ministro Prestigiacomo. Il medico dei vip racconta i presunti piani del marito della sorella Mariastella
