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La proposta dell'Italia alla Ue: 25 mila immigrati da trasferire

Il governo italiano avanza un piano per la gestione dei profughi. Alfano: "L’Europa dimostri di essere aperta e solidale" LEGGI ANCHE "Gli Immigrati problema per la sicurezza"

A un giorno dalla presentazione dell'Agenda sulle migrazioni della Commissione europea, e dopo la riunione dei capi di gabinetto per l'esame avanzato della bozza, i numeri sulle quote di migranti da ripartire tra i 28 Paesi sono ancora da decidere. Non si conosce neppure la  cifra dei reinsediamenti di richiedenti asilo da accogliere direttamente in Europa dai Paesi terzi. Nella bozza preparata dal presidente Jean-Claude Juncker si parla di un "meccanismo di distribuzione per le persone che chiaramente necessitano di protezione internazionale per assicurare una partecipazione equa ed equilibrata di tutti gli Stati membri a questo sforzo comune", specificando come "gli Stati membri che riceveranno i richiedenti asilo saranno responsabili dell’esame delle richieste nel rispetto delle regole e delle garanzie". Dunque, c'è  soltanto l’impegno a presentare proposte entro la fine di maggio e una "legislazione per garantire un sistema di trasferimento obbligatorio e automatico in caso di afflusso massiccio" entro la fine del 2015. La situazione è surriscaldata e l'italia non arretra di un passo tanto che il ministro Alfano, commentando le condizioni imposte dall’Ue, dice chiaramente: "Prima l’Europa dimostri di essere aperta e solidale perché sin qui abbiamo fatto tutto da soli. Ora dimostri di essere veramente con la coscienza scossa e gli occhi aperti"   La controproposta alla Ue. Intanto arriva la controproposta fatta dal governo italiano all'Unione Europea. Fissa in almeno 25 mila il numero delle persone che dovrebbero essere trasferite dal nostro Paese in altri Stati e in 250 milioni di euro il contributo europeo destinato a Roma per fare fronte all’emergenza, partendo dalle stime secondo cui nel 2014 la gestione dei migranti è costata all’Italia 630 milioni di euro e quest’anno si supereranno gli 800 milioni di euro. Mentre l'Alto rappresentante Ue Federica Mogherini è impegnata a New York per convincere il Consiglio di sicurezza dell'Onu a prestare il suo cappello ad una missione europea per il contrasto ai trafficanti nelle acque libiche, con la distruzione dei barconi, a Bruxelles la redistribuzione dei richiedenti asilo resta la partita più difficile.   Alfano: "Tutti parteciperanno all'equa distribuzione". "Tutti parteciperanmno all'accoglienza degli immigrati. Alla riunione con le regioni e l'Anci è emerso questo. Con la Lombardia ragioneremo a fondo perché il principio dell'equa distribuzione nasce da un progetto firmato all'epoca da Maroni. Non si potrà fare altro che una equa distribuzione". Lo ha detto il ministro dell'Interno Angelino Alfano intervenendo ieri sera a Otto e Mezzo, su La7. "Daremo la possibilità di dire "li vogliamo" e se non li vorranno ci saranno realtà locali su quei territorii che lo faranno - ha aggiunto Alfano - Tanti sindaci lo faranno". Il ministro ha quindi sottolineato "siamo qui ancora oggi a dire all'Europa fatta da 28 Paesi che solo 5-6 Paesi debbano farsene carico, e poi non è possibile dire all'Europa quando non lo facciamo in Italia...". Alfano ha anche detto che "la soluzione nasce sempre dalla Libia: evitare le partenze di coloro che non sono richiedenti asilo politico"   Sono 185 mila i rifugiati accolti dalla Ue nel 2014. Nel 2014 l'Unione europea ha accettato le richieste di accoglienza di circa 185mila richiedenti asilo politico, il 50% in piu' rispetto al 2013. Lo ribadisce oggi Eurostat, ripubblicando dati gia' noti, in vista della pubblicazione domani da parte della Commissione europea di un piano sull'immigrazione. Eurostat ribadisce che i paesi che nel 2014 hanno autorizzato piu' rifugiati a installarsi nel loro territorio sono nell'ordine: Germania (47.600, +82% sul 2013), Svezia (33.000, +25%), Francia (20.600, +27%) e Italia (20.600, +42%). Le decisioni positive totali sono circa 185mila su un numero di decisioni pero' largamente maggiore (circa 490.000 nel 2014), a conferma che la maggior parte delle richieste di asilo non vengono accolte

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