Attualità

Treni della Metro C. Indaga la Corte dei conti

Danneggiati i convogli fermi da tre anni nel deposito: sono ricoperti di graffiti LEGGI ANCHE Apre la stazione Jonio ma i lavoratori rovinano la festa all'assessore Improta

Appena comprati e subito imbrattati. La Procura della Corte dei conti del Lazio ha aperto un’indagine sul danneggiamento dei convogli della metropolitana C. Gli episodi di vandalismo si sono verificati prima che la linea gialla entrasse in esercizio. A inizio 2013, nel deposito di Graniti si sono introdotti dei writers che, armati di spray, hanno ricoperto di graffiti le pareti esterne dei vagoni nuovi di zecca. C’è un video pubblicato su Youtube e rilanciato dal blog «Roma fa schifo» che riprende un graffitaro in azione mentre scrive a caratteri cubitali la parola «Pusher» su una vettura della metro. I treni per la nuova linea sono stati forniti da AnsaldoBreda, del gruppo Finmeccanica, al consorzio di costruttori Metro C. Il contratto, firmato nel settembre 2007, prevedeva una commessa iniziale di 110 milioni di euro, con estensione a oltre 250 milioni, per un totale di 30 convogli di nuova generazione, dotati di climatizzazione integrale e composti da 6 carrozze ciascuno. Sono treni guidati e controllati a distanza da un sistema di automazione integrale e possono trasportare un massimo di 1.200 persone ciascuno. Una prima parte della fornitura, composta da 16 convogli, è stata effettuata nell’ambito del programma di costruzione della prima tratta San Giovanni-Pantano di 18,3 chilometri, che doveva inizialmente essere consegnata entro il 2011. Considerati i continui ritardi nella consegna della linea, quei primi vagoni consegnati da AnsaldoBreda al costruttore sono rimasti per quasi tre anni fermi nel deposito di Graniti. L’assalto dei writers ai vagoni ha comportato spese per la pulizia e la revisione, prima ancora che fossero messi sui binari. L’ipotesi dei magistrati contabili è che tale esborso di denaro costituisca un danno erariale, addebitabile ai soggetti che avevano il compito di sorvegliare il deposito e custodire il materiale rotabile. La procura della Corte dei conti sta indagando per capire a chi addebitare la responsabilità di questa negligenza, se alla stazione appaltante Roma Metropolitane srl o al contraente generale consorzio Metro C. Una cosa è certa, qualcosa non ha funzionato nel servizio di guardiania interno al deposito, un’area ampia 217.000 metri quadrati. Dal canto suo, Atac prende le distanze da questi episodi di vandalismo: i treni sono stati presi in consegna dall’azienda del trasporto pubblico locale a dicembre 2013, quando è cominciato il pre-esercizio della linea. Da allora, fanno sapere da Atac, non c’è stato più nessuna effrazione di writers nel deposito di Graniti. Ogni anno l’azienda del Comune di Roma spende tra i 5 e i 6 milioni di euro per pulire i suoi mezzi dai «tag» dei graffitari. Nel frattempo viaggiano spedite le due inchieste principali sulla metro C. La Procura contabile ha calcolato in oltre 368 milioni di euro il danno all’Erario causato dai ritardi nella consegna della prima tratta Pantano-Centocelle, inaugurata lo scorso novembre. Il procuratore Raffaele De Dominicis ha contestato ai membri dei cda di Roma Metropolitane e Metro C spa di avere «gravemente violato il rapporto fiduciario di mandato, a garanzia del buon andamento economico dei lavori». C’è poi un secondo filone d’indagine, ancora aperto, che cerca di far luce sulle 45 varianti realizzate. Il pm contabile Paolo Crea sta analizzando tutto l’iter burocratico, fatto di riserve, lodi arbitrali, atto transattivo e attuativo. Un ulteriore aspetto al vaglio degli inquirenti è l’ipotesi di danneggiamento del patrimonio archeologico durante i lavori di scavo.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.