Sbarcati a Trapani e sistemati a Prima Porta, in un campeggio sulla Tiberina allestito in tutta emergenza domenica notte dalla Croce Rossa, che ora attende nuove istruzioni da parte della Prefettura: «Abbiamo risposto all’avviso pubblicato la settimana scorsa e sono arrivati nel giro di due giorni - spiega Flavio Ronzi, responsabile della Cri Roma - Sono stati caricati su un pullman a Trapani e, all’arrivo a Roma, ci hanno chiesto dove fossero, non sapevano neanche di essere arrivati a Roma, poi si sono attaccati tutti al telefono, gli abbiamo dato anche i nostri cellulari per chiamare casa e avvertire che non erano a bordo del barcone ribaltato e che erano vivi». In totale parliamo di 94 persone, per lo più uomini, 84 «rifugiati» al camping Tiber e altri 10 a Castelnuovo di Porto. Costo trenta al giorno per persona, così come stabilito nella circolare ministeriale, anche se la tempistica resta da definire: «Si tratta di centri di prima accoglienza e assistenza - continua Ronzi - nei quali i richiedenti asilo dovrebbero sostare tra le 48 ore e i 5 giorni, per poi essere indirizzati nelle strutture di accoglienza, noi abbiamo dato la nostra disponibilità fino a dicembre». Ora, questi arrivi si inseriscono nel circuito di accoglienza gestito dal Ministero dell’Interno per il tramite della Prefettura di Roma che, oggi, dovrà ufficializzare scelte molto importanti, anche sotto il profilo economico: in primis l’individuazione di una struttura di prima accoglienza da 250 posti all’interno del Comune di Roma, con ogni probabilità proprio a Prima Porta, e poi gli aggiudicatari del bando da 27 milioni che dovrebbe coprire le spese, nel periodo tra maggio e dicembre, per l’assistenza di almeno 3.185 richiedenti asilo da distribuire tra la Capitale e la provincia. Numeri enormi se si considera che già oggi Roma accoglie - parole del sindaco Marino - 6mila rifugiati, per un costo complessivo tra Comune, Ministero e Europa che supera i 45 milioni di euro solo nell’arco di sei-otto mesi. Insomma, Roma scoppia, che è anche il motivo per cui la Prefettura la settimana scorsa ha pubblicato questo bando-lampo: «Le attuali strutture di accoglienza non consentono di ospitare ulteriori unità atteso l’esaurimento dei posti a disposizione - si legge sull’avviso con cui si intendono reperire altri 250 sistemazioni in attesa dell’aggiudicazione del bando milionario, che appunto dovrebbe avvenire oggi - mentre la circolare del ministero dell’Interno ha previsto per la regione Lazio l’assegnazione di ulteriori 250 unità destinate ad aumentare». Una precisazione, quest’ultima, che trova riscontro nei fatti. Al camping Tiber la Croce Rossa ha organizzato tutto nell’arco di domenica notte: per i rifugiati, alloggiati in alcuni bungalow da due letti, i gestori hanno messo a disposizione un’area del campeggio oltre la piscina che li separa dal resto dei clienti. Esteticamente un paradiso: «Siamo stati dalla polizia - raccontano i ragazzi scampati alla tragedia riferendosi all’identificazione in Questura - ora stiamo bene, giochiamo a pallone e non ci manca nulla». Avanti così per almeno 5 giorni, quando - almeno in teoria - dovrebbero trovare casa in un altro centro di accoglienza.
Sbarcati e già rifugiati nella Capitale
Nel centro Croce Rossa 84 immigrati. Oggi la Prefettura annuncia la maxi - struttura da 200 posti
