1. Signor sindaco, in 2 diverse occasioni, lei ha annunciato pubblicamente di aver rinuciato alla scorta. Può spiegarci perché alcuni energumeni (in borghese) del Corpo dei vigili urbani che la aspettavano fuori da un barbiere dei Parioli hanno maltrattato e "sequestrato" un cronista e un fotografo de Il Tempo colpevoli di essere lì solo per fare il proprio lavoro? 2. Ha dato lei l'ordine di fermare il cronista e il fotografo de Il Tempo? 3. Perché non è intervenuto per calmare i suoi uomini di scorta? 4. Perché non ha sentito il bisogno, la sera stessa del "sequestro", o l'indomani la lettura del giornale, di spiegare ai romani il perché dell’aggressione ingiustificata? 5. Perché, ancora ieri, a precisa domanda di alcuni giornalisti anziché spiegare, ha fatto dell'ironia? 6. Perché si è portato la scorta dal barbiere quando a luglio del 2013 disse che li avrebbe usati solo per "appunti istituzionali"? 7. Quando rifiutò la scorta offerta dal prefetto Pecoraro disse che i soldi risparmiati si potevano usare per Roma. I soldi ammontano a circa 180mila euro l'anno. Questi soldi li paghiamo noi romani o no? 8. È vero che dopo aver rinunciato alla scorta di polizia, carabinieri o finanza, ha scelto lei, personalmente, uno a uno, i vigili della scorta che si occupano del "supporto logistico" anche per le gomme della sua bicicletta? 9. È vero che questi uomini di scorta - secondo quanto raccontano i sindacati della municipale - non rispondono a nessuno se non a lei? 10. Ritiene che fotografarla con 8 uomini di scorta mentre lei si fa la barba (a porte aperte) sia una violazione della sua privacy? Ps: Sa che in Italia, grazie a Dio, esiste ancora la libertà d’ informazione?
Dieci domande al sindaco di Roma
