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Sabotati i binari dell’alta velocità sulla Roma-Napoli

Sabotaggio contro la linea ferroviaria ad alta velocità Roma-Napoli, interrotta dalle 21 dell’altra sera alle 4.40 di ieri per il danno provocato da una catena di ferro posta da qualcuno sulla linea...

Sabotaggio contro la linea ferroviaria ad alta velocità Roma-Napoli, interrotta dalle 21 dell’altra sera alle 4.40 di ieri per il danno provocato da una catena di ferro posta da qualcuno sulla linea di alimentazione elettrica dei treni. L’intervento dei tecnici di Rfi ha consentito di ripristinare la linea. La catena, lunga 10 metri, è stata posizionata tra Labico e Salone. Sono in corso gli accertamenti delle forze di polizia per far luce sull’episodio. l fatto è avvenuto a distanza di pochi chilometri e dopo appena 24 ore da un altro episodio su cui i tecnici stanno ancora facendo chiarezza. Nella serata di mercoledì la rottura di alcuni elementi del sistema di alimentazione elettrica sulla direttissima Roma-Firenze ha provocato pesanti ritardi e disagi nel nodo di Roma. Il guasto di stanotte ha causato rallentamenti compresi tra i 60 e i 140 minuti per sette treni ad Alta Velocità (cinque Frecce e due Italo). Un treno Italo diretto a Firenze ha subito danni al vetro del locomotore a causa della catena di ferro rimasta appesa ai cavi di alimentazione. L’ultimo attentato nel febbraio scorso. Due bottiglie incendiarie sono state trovate accanto ai binari dell’alta velocità della Roma-Firenze. Erano state posizionate all’interno di pozzetti in cui passano i cavi dell’alimentazione nei pressi della stazione di Settebagni, nella zona Nord della Capitale. I poliziotti hanno rinvenuto una prima bottiglia di plastica da mezzo litro, praticamente intatta, con all’interno liquido infiammabile, stracci e dei fiammiferi bruciati che si sarebbero spenti prima di dar fuoco al resto del materiale. E nel pozzetto successivo sono stati trovati residui di plastica bruciata con un innesco simile. Nel dicembre scorso lo stesso modus operandi è stato utilizzato per mandare in tilt le linee di Bologna e Firenze, e prima ancora sul tratto del Brennero e ancora sulla Roma-Napoli. La traccia anarchica è stata subito considerata dagli investigatori. E a gennaio di quest’anno la rivendicazione: «Crediamo che ciò che è accaduto parli in modo chiaro e trovi una sua precisa collocazione nel tempo, nello spazio e nelle pratiche di un movimento che lotta contro il Tav». È scritto in un documento firmato «anarchici e anarchiche bolognesi». Riconduce alla battaglia contro la Torino-Lione il sabotaggio compiuto alla stazione di Bologna lo scorso 23 dicembre. Il messaggio, che si chiude con la frase «chiamiamo le cose con il loro nome», è stato rilanciato su internet anche dai siti vicini al movimento No Tav.

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